Tragedia dello sballo, Lorenzo era malato di cuore. Aveva una cardiomiopatia. Perché le grandi discoteche non tengono un'ambulanza?

. Cronaca

Dai primi risultati dell'autopsia risulta che Lorenzo Toma, il ragazzo di 18 anni anni stroncato da un malore sabato notte nella discoteca Guendalina nel Salento, era affetto da una cardiomiopatia ipertrofica. Quindi potrebbero non essere stati l'alcol o la droga ad uccidere Lorenzo. Od almeno non solo loro. L'esame e' stato eseguito dal dottor Tortorella, incaricato dal pm, che ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di "morte come conseguenza di altro delitto". Ora la cardiomiopatia e' una malattia che si può anche portare alla morte ma della quale sono affetti tanti giovani, che con le opportune cure riescono anche a farla regredire o tenerla sotto controllo. Quello che pero' fa molto male in questi casi sono l'assunzione di alcolici ed evidentemente di droghe. Anche lo stress e' uno dei fattori di rischio da evitare così' come lo sporto agonistico. Tra l'altro risulta che Lorenzo praticasse la boxe tailandese e quindi dovrebbe essere stato sottoposto a controlli. Ora si sovra' vedere se nel suo corpo saranno ritrovate anche tracce di stupefacenti. Il manager del locale denuncia: "L'ambulanza e' arrivata dopo quaranta minuti". C'e' pero' da osservare che queste enormi discoteche che fanno affari da centinaia di migliaia di euro a sera, potrebbero anche pagare di tasca loro un'ambulanza pronta in caso di emergenza. Così come negli stadi o in altri posti molto affollati. La prevenzione potrebbe salvare tante vite. A volte bastano un intervento tempestivo per salvare una giovane.

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