Papa apre la porta della sua casa a famiglia di profughi cristiani

. Cronaca

La prima famiglia di profughi accolta dal Papa non e' una famiglia musulmana o dall'incerta identità religiosa, ma una famiglia di siriani devoti e praticanti proveniente da Damasco. Lo rivela il Giornale che in polemica con l'Avvenire, il quotidiano dei vescovi "Non nel nostro nome", ha avviato una campagna perché siano accolti profughi cristiani perseguitati dai musulmani nei loro paesi prima degli altri. Proprio quei cristiani che si sono portati appresso certificato di battesimo, pensando che valesse qualcosa nell'occidente cristiano. Ed invece considerato come carta straccia. E' vero che non potendoli accogliere tutti prima o poi bisognara' stabilire delle regole. Come per esempio la Merkel che ha aperto ai soli siriani. E forse dare la precedenza ai cristiani, veramente perseguitati anche fino alla morte, e tante volte ricordati dal Papa nei suoi discorsi e nelle sue preghiere, potrebbe essere meglio che ricorrere ad un sorteggio o a qualche altra diavoleria. Il Papa ha dato loro il benvenuto prima di imbarcarsi per il suo viaggia a Cuba e negli Stati Uniti. Non sono stati resi notti nomi, ma si tratta di un nucleo composto dal capo famiglia di 45 anni anni, sua moglie di 46 e due figli di 17 e 13 anni. Incredibile e commovente la loro storia. Incominciano a preoccuparsi seriamente quando a maggio le bombe dei ribelli cominciano a cadere sempre più vicino a loro. Fino a quel momento moglie e marito aveva sempre rifiutato l'idea di abbandonare la Siria, i luoghi in cui sono nati e cresciuti. Ma dopo la caduta di Palmira ed il rapimento di decina di cristiani, cominciano a pensare ad una via di fuga. Il padre parla italiano e da giovane ha studiato a Milano. La prima idea e' quella di prendere un visto turistico per l'Italia, rivolgendosi all'ambasciata di Beirut. Ma non e' facile. La nostra ambasciata non ha disposizioni particolari per i cristiani, sono come tutti gli altri. Solo l'attenzione e la sensibilità di un alto funzionario della Farnesina rendono possibile un primo piccolo miracolo.. E così a meta' agosto la famigliola ottiene quattro visti turistici di tre settimane. Abbastanza per potere partire. Poi arriva il miracolo, quello grande. Il 6 settembre mentre i quattro siriani sono in volo da Beirut a Malpensa, Papa Francesco lancia il suo appello alle parrocchie per l'accoglienza, annunciando che il Vaticano e'pronto ad accogliere due famiglie. Due giorni dopo arrivata in una citta' del nord, con ancora in mano le valige, la famiglia siriana riceve novella che più lieta non poteva essere. Una telefonata dal Vaticano la invita a presentarsi nella parrocchia di Sant'Anna a Roma. Li', con grande sorpresa per gli invitati, e' tutto pronto e gli vengono consegnate le chiavi di un'abitazione a pochi passi da Sant'Anna. E' significativa la scelta di Francesco di pensare innanzitutto ad una famiglia cristiana praticante in fuga dagli assalti jihadisti

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