Sinodo: Francesco dopo l'outing del teologo gay. Difesa del matrimonio, una Chiesa con le porte aperte, "l'uomo che sbaglia" va sempre compreso

. Cronaca

"Una Chiesa con le porte chiuse tradisce se stessa e la sua missione, e invece di essere un ponte diventa una barriera... L'uomo che sbaglia deve essere sempre compreso e amato". E' il messaggio lanciato da papa Francesco durante la messa di apertura del Sinodo della famiglia stamane in Vaticano, il giorno dopo l'outing del teologo gay mons. Charamsa e le forti polemiche, - anzi, la tempesta - che ne sono seguite (il teologo è stato allontanato ed è in viaggio per la Catalogna con il suo compagno). Nelle parole del Pontefice, in particolare, la difesa dell'unità e indissolubilità del matrimonio - "oggi deriso e spesso ridicolizzato, come se fosse una cosa dell'antichità" - e la condanna dell'aborto ma anche l'invito alla Chiesa a non puntare "il dito per giudicare gli altri ma, fedele alla sua natura di madre", si senta "in dovere di cercare e curare le coppie ferite con l'olio dell'accoglienza e della misericordia". Il pontefice ha difeso "l'amore fedele" e incoraggiato "le numerosissime famiglie che vivono il loro matrimonio come uno spazio in cui si manifesta l'amore divino; per difendere la sacralità della vita, di ogni vita; per difendere l'unità e l'indissolubilità del vincolo coniugale come segno della grazia di Dio e della capacità dell'uomo di amare seriamente". Paradossalmente, anche l'uomo di oggi, che spesso ridicolizza questo disegno - ha detto Francesco - rimane attirato e affascinato da ogni amore autentico, da ogni amore solido, da ogni amore fecondo, da ogni amore fedele e perpetuo: "Lo vediamo andare dietro agli amori temporanei, ma sogna l'amore autentico. Corre dietro ai piaceri carnali ma desidera la donazione totale". Questa è la verità, ha aggiunto Francesco, una verità che "non si muta secondo le mode passeggere o le opinioni dominanti. La verità che protegge l'uomo e l'umanità dalle tentazioni dell'autoreferenzialità e dal trasformare l'amore fecondo in egoismo sterile, l'unione fedele in legami temporanei". "Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità", ha detto il papa citando la enciclica di Benedetto XVI 'Caritas in veritate'. Nelle parole del papa l'auspicio che la Chiesa sia una sorta di 'ospedale da campo', "con le porte aperte ad accogliere chiunque bussa chiedendo aiuto e sostegno; di uscire dal proprio recinto verso gli altri con amore vero, per camminare con l'umanità ferita, per includerla e condurla alla sorgente della salvezza"..

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