Farmaci: la liberalizzazione non porta vantaggi, Gelli (Pd) "Quelli di fascia C restano in farmacia"

. Cronaca

“I farmaci di fascia C restano in farmacia. Il Partito Democratico ha mantenuto gli impegni presi ed ha votato “no” in maniera compatta agli emendamenti che proponevano la libera vendita dei farmaci con ricetta medica. Voglio inoltre aggiungere che, anche dal punto di vista economico, gli interventi normativi che hanno in parte liberalizzato il settore della distribuzione farmaceutica in Italia, dal 2006 ad oggi, non hanno portato alcun vantaggio ai pazienti”. A dirlo è Federico Gelli, responsabile sanità del Pd a seguito dell’approvazione alla Camera del Ddl Concorrenza. “Come si evince da un recente studio Aifa, dalla liberalizzazione dei farmaci di automedicazione e di quelli senza obbligo di ricetta, non vi sono stati risparmi per la spesa a carico dei pazienti che, anzi, è cresciuta del 2,2% dal 2006 ad oggi, nonostante una contrazione dei consumi. L’effetto economico di questi provvedimenti ha quindi paradossalmente determinato un complessivo aggravio per i cittadini di circa 200 milioni di euro (2.298 vs. 2.094, pari a +9,7% nel 2013 vs. 2006). Da questi numeri possiamo facilmente intuire anche l’assenza dei vantaggi che deriverebbero, per il cittadino, da una liberalizzazione dei farmaci con ricetta medica. Il consumo di questi medicinali è infatti anelastico, ossia indipendente rispetto all’oscillazione del prezzo. Per intendersi - ha concluso Gelli - i medici di certo non inizieranno a prescrivere ai propri pazienti più farmaci solo perché questi si abbassano di prezzo”.

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