Il massacro di Ancona, i due fidanzatini ora si accusano a vicenda. L'assassino: "Lei mi ha detto: spara!"

. Cronaca

Ora si accusano a vicenda i due 'fidanzatini' di Ancona. Lei, la sedicenne, dice che la storia di quell'amore disapprovato dalla sua famiglia "non doveva finire così" e di non aver neanche toccato l'arma. Lui, il diciottenne reo confesso dell'omicidio della madre della giovane e del ferimento del padre, che ora è ricoverato in coma irreversibile, dice di aver esploso i colpi di pistola per frenare l'aggressività del genitore della ragazza e di averlo fatto anche perchè lei gli diceva "Spara!". Non sarà un nuovo caso come quello che vide protagonisti Erika e Omar a Novi Ligure nel 2001 - anche qui due fidanzatini di 16 e 17 anni: uccisero premeditatamente in casa di lei la madre della ragazza e il fratellino, di appena 11 anni - ma alcuni elementi del dramma che si è consumato nel capoluogo marchigiano lo farebbero ipotizzare. Le due versioni fornite agli inquirenti dalla sedicenne e da Antonio Tagliata, il giovane assassino, infatti non combaciano e lasciano dubbi sulla reale dinamica del massacro. All'origine sicuramente una relazione che i genitori di lei non approvavano ma lo svolgimento dei fatti, quel "chiarimento" conclusosi tragicamente, è ancora avvolto nel mistero. Lui non nega di aver sparato quegli otto colpi con la sua pistola calibro 9 (e matricola abrasa) ma dice di averlo fatto per difendersi dal'aggressività del padre della fidanzatina, Fabio Giacconi, maresciallo dell'Aeronautica e assolutamente contrario alla relazione della figlia con quel ragazzo proveniente da una famiglia che considerava chiacchierata. Antonio ha spiegato di essersi recato in casa Giacconi per un "chiarimento", dal momento che non gli facevano più incontrare la fidanzatina, ma in tasca aveva altri due caricatori e proiettili sparsi. Sembra perfino che ci sia un biglietto in cui Antonio scrive "Vado e li ammazzo". Due colpi per uccidere la madre della giovane, Roberta Pierini, quattro per ferire gravemente il padre, ma Antonio ricorda solo questi ultimi, per il resto parla di una crisi di panico, nebbia insomma. E in particolare scarica sulla ragazza parte della responsabilità per averlo incitato a sparare. Lei, ora in una comunità protetta, nega di avergli detto "spara!", di averlo insomma indotto a uccidere i genitori, dice che non doveva finire così e sostiene di non aver mai neanche toccato quella pistola. E' rimasta choccata dall'accaduto, ha raccontato, ed è fuggita di casa con Antonio perchè "in preda alla paura". Ma è stata lei, con le sue chiavi, ad aprire la porta della sua abitazione e non ha mai detto di non sapere che Antonio portasse con sè un'arma. I due sono stati presi alla stazione di Falconara dai carabinieri, l'arma è stata ritrovata in un cassonetto ed è ora all'esame del Ris. Domani le udienze di convalida per i due giovani, e l'autopsia sul corpo della vittima.

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ntorno alle ore 19:50 di quel giorno, Erika De Nardo (Novi Ligure, 28 aprile 1984), che all'epoca aveva soltanto 16 anni, con il concorso dell'allora fidanzatino Mauro "Omar" Favaro (Novi Ligure, 15 maggio 1983) di 17 anni, uccise premeditatamente a colpi di coltello da cucina la madre Susanna "Susy" Cassini (Novi Ligure, 15 settembre 1959), contabile di 41 anni e, forse perché diventato un testimone scomodo, il fratello undicenne Gianluca De Nardo (Novi Ligure, 27 novembre 1989)[2]. Secondo l'accusa, i due giovani avrebbero progettato di uccidere anche il padre della ragazza, Francesco De Nardo (Maida, 19 giugno 1956), ingegnere e dirigente della Pernigotti, di allora 44 anni, ma avrebbero poi desistito perché Omar, che si era anche ferito ad una mano nel corso del duplice delitto, era ormai stanco e aveva deciso di andarsene, dicendo ad Erika "Se vuoi, uccidilo tu"[3].

 

E' in coma irreversibile, nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Torrette ad Ancona, Fabio Giacconi, il sottufficiale dell'Aeronautica ferito a colpi di pistola dal fidanzato della figlia, Antonio Tagliata, 18 anni, in stato di fermo con sedicenne, per l'omicidio della madre della giovane, Roberta Pierini e il ferimento. Domani le udienze di convalida per i due giovani, e l'autopsia sul corpo della vittima.

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