Bucanieri anziché banchieri con stipendi milionari. Un funzionario "Ho Luigino sulla coscienza". Ipotesi truffa, tutto a procura di Roma?

. Cronaca

Se faranno davvero l'inchiesta ne spunteranno delle belle. Una sorta di organizzazione (come chiamarla?) che vedeva i massimi dirigenti distribuirsi stipendi milionari da autentici nababbi, strani giri di immobili, prestiti ad amici mai rientrati, ordine ai funzionari delle filiali di rastrellare soldi dai "poveracci", consigliandogli obbligazioni "carta straccia", delle stesse banche. Solo Etruria pago' compensi di 14 milioni ai vertici mentre la banca stava andando a fondo e ne perdeva 300. Ed il tutto era già ben chiaro sul finire del 2014, prima che venissero mandate ai risparmiatori le famose lettere nelle quali si suggerivano investimenti più consoni al profilo dei singoli clienti. Anni di sprechi con tanto di finanziamenti per la ristrutturazione di un prestigioso yacht e con la compravendita di immobili con società legate ad amministratori della banca. C'e' anche un ex funzionario, poi allontanato dalla banca per altri motivi, che in un'intervista a Repubblica, spiega: "Ho Luigino sulla coscienza, perché mi sono comportato da impiegato di banca anziché da essere umano che rispetta il suo prossimo. Non gli avrei mai dovuto fare fare quel tipo di investimento". Lui che ha venduto bond, che già sapeva essere carta straccia, come ancora meglio lo sapevano i suoi superiori, spiega il meccanismo: "Avevamo l'ordine di convincere più clienti possibile ad acquistare i prodotti della banca. Settimanalmente eravamo obbligati a presentare dei report con dei budget che ogni filiale doveva raggiungere. L'ultimo della lista veniva richiamato pesantemente dal direttore". Più bucanieri che banchieri hanno approfittato della comune credenza che attribuisce massima stima nei funzionari di banca nei piccoli centri. Visti da molti come angeli protettori dei loro risparmi. Cosicché quando ad un risparmiatore viene proposto un investimento vantaggioso firma tutto, anche quello che non legge (tra l'altro nemmeno potrebbe capire tutti i codicilli e contro codicilli contenuti in decine di pagine)  e se ne va felice e contento. Insomma al parroco affidano l'anima ed alla propria banca il portafoglio. Accettando spesso interessi del sei per cento ed oltre, che qualsiasi, non esperto ma almeno furbo, rifiuterebbe annusando con un odore ancora più forte del tartufo, la presenza di una possibile truffa. E proprio sull'ipotesi di un gigantesco raggiro stanno indagando i procuratori di Civitavecchia. Ma e' probabile che l'inchiesta si allarghi e di molto e finisca in quello che e' diventato dopo il tramonto di Milano il porto principale delle procure italiane, quella di Roma, di Giuseppe Pignatone. 

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