Il caso Abu Omar: Mattarella concede la grazia a due ex-agenti della CIA

. Cronaca

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di concessione di grazia. Uno riguarda un italiano, Massimo Romani, condannato in Thailandia per possesso di stupefacenti, due riguardano altrettanti cittadini americani: Betnie Medero e Robert Seldon Lady, gli ex agenti della Cia coinvolti nel sequestro di Abu Omar, l'imam della moschea di via Jenner avvenuto per strada a Milano il 17 febbraio del 2003. Dopo il rapimento, avvenuto secondo i magistrati italiani con il concorso dei nostri servizi segreti, Abu Omar venne trasferito dagli americani in un carcere egiziano per essere interrogato. La magistratura italiana stava indagando su di lui ipotizzando un suo ruolo in organizzazioni fondamentaliste islamiche. Medero e Seldon Lady sono stati condannati, in concorso tra loro e con altre ventiquattro persone (tutti ex-agenti CIA), per il reato di sequestro di persona. Nel caso di Medero, il provvedimento riguarda la pena ancora da espiare (tre anni di reclusione), estesa anche alla pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per Seldon Lady, vice-capo della CIA in Italia, condannato a nove anni di reclusione, la grazia riduce la pena di due anni. Nella decisione della grazia, spiega una nota del Colle, si è voluto adeguare la pena inflitta alla gravità delle responsabilità nell'organizzazione del sequestro. Il Quirinale ha anche valutato il fatto che durante l'amministrazione Obama si è interrotta completamente la pratica dei rapimenti, pratica giudicata dall'Italia incompatibile con le regole dello stato di diritto. Già nel 2013, tra l'altro, Giorgio Napolitano concesse la grazia a Joseph Romano, un colonnello Usa coinvolto anche lui nel caso Abu Omar. Un gesto significativo quello di Mattarella ma più che altro dal carattere simbolico per due motivi: nel processo sul sequestro di Abu Omar erano stati condannati solo i cittadini americani dal momento che gli agenti dei servizi italiani si erano potuti avvalere del segreto di Stato. Inoltre nessuno dei cittadini americani condannati si trova più Italia, tutti sono tornati in patria e le richieste di estradizione avanzate dall'Italia nei loro confronti non hanno portato a nessun risultato, secondo la prassi usata da Washington in casi del genere. Ed è solo vaga l'ipotesi che la concessione della grazia possa essere in qualche modo collegata al caso dei due marò italiani finiti nelle prigioni indiane (uno è in convalescenza in Italia, l'altro è ancora lì): gira infatti l'indiscrezione secondo cui il governo italiano si sarebbe rivolto ad Obama per ottenere un aiuto nell'intricata vicenda, nella speranza che il presidente Usa possa esercitare qualche tipo di pressione sul governo di Nuova Delhi. L'indiscrezione non è stata confermata da fonti ufficiali ed è difficile pensare ad una 'benevolenza' americana per la grazia concessa da Mattarella ai due ex-agenti CIA dopo il freddo calato nelle relazioni tra i due paesi per i clamorosi sviluppi del caso Abu Omar. Così come è difficile ipotizzare 'ammorbidimenti' nel governo indiano nel caso in cui Obama decidesse di alzare il telefono mentre è in corso un arbitrato internazionale in cui Italia e India sostengono posizioni diametralmente opposte. Ma il collegamento in ogni modo circola...

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