Milano deserta, Roma quasi. Ritorno al 1973 dell'austerity con lo smog che diventa caso politico

. Cronaca

Duello politico anche sullo smog. Grillo attacca, "passeggiate sui morti" e Salvini, il leader leghista "bloccare le auto non serve a nulla. Se io fossi sindaco mi occuperei di controllare le caldaie  e di comprare autobus meno inquinanti". Il sindaco di Milano Pisapia risponde con rabbia "Salvini smetta di sbraitare in Tv per qualche voto in più e Grillo scenda dal palco". Mentre Matteo Renzi si tiene prudentemente lontano dalle polemiche sull'emergenza smog, che con i suoi amici definisce "pretestuose". L'emergenze rimane dunque affidata al ministro dell'Ambiente Galletti e a quello delle infrastrutture, Del Rio. Così e' in arrivo un piano del governo per fronteggiare l'emergenza. Governo che vuole diminuire la circolazione di mezzi inquinanti e stanziare più fondi per i trasporti pubblici. Comuni e Regioni sono stati convocati al ministero dell'Ambiente. Ora una regia unica, od almeno questo e' l'obiettivo. Nel primo giorno di blocco a Milano e' prevalso il senso civico, solo 170 le multe. Oltre a Milano il blocco interessa 13 comuni dell'hinterland, e sempre in Lombardia Pavia. A Roma invece targhe alterne per due giorni. Un po' più di freddo si' ma per la pioggia bisognerà attendere dopo Capodanno. Così' nell'anno più caldo e nell'inverno-autunno meno piovoso si  moltiplicano le tanto dannose polveri sottili, che rendono irrespirabile l'aria. Secondo il ministro Galletti bisogna  attrezzarsi perché l'emergenza può durare a lungo e sopratutto puo' ritornare in futuro. I più anziani si ricordano del 1973, quando fu deciso il blocco totale delle auto in tutta Italia per la crisi energetica. Negli anni 80 poi lo smog emerge come vero a problema a Milano nel luglio dell'88, ed il capoluogo lombardo e' stata la prima citta' a chiudere il centro. Nel 92 iniziarono a prendere piede le tanto contestate targhe alterne.

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