Incinta all'ottavo mese mamma muore in ospedale, quinto caso in una settimana, da Nord a Sud. Che succede? La Lorenzin invia gli ispettori

. Cronaca

Che succede? Una giovane mamma di 30 anni, incinta all'ottavo mese, è morta gli Spedali civili di Brescia e con lei la creatura che aveva in grembo. E' il quinto caso in pochi giorni di donne morte in gravidanza. I precedenti a Verona, Torino, Bassano del Grappa e Foggia. Aperte altrettante inchieste dalle Procure competenti e il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin ha inviato a anche a Brescia gli ispettori. La donna morta in ospedale a Brescia si chiamava Giovanna Lazzari, già madre di due bambini di un anno e mezzo e quattro anni. Era arrivata in ospedale mercoledì notte in condizioni gravi, con febbre alta ed evidenti sintomi di gastroenterite. La donna è stata monitorata tutta la notte e la situazione è precipitata alle otto del mattino di giovedì quando i medici hanno deciso di iniziare il parto cesareo. Il feto però era già morto e la madre in condizioni critiche è stata trasferita nel reparto di rianimazione dove è morta poco dopo. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta disponendo l’autopsia sul corpo della giovane mamma e sul feto per capire i motivi della morte. Dal 25 dicembre è il quinto caso di morte in gravidanza. Il 25 dicembre una 34enne di Meledo di Sarego, nel vicentino, Anna Massignan, è morta nell’ospedale di San Bonifacio, in provincia di Verona, dopo che l’antivigilia di Natale era caduta in casa. Sottoposta ad un cesareo d’urgenza è morta sotto i ferri, mentre il neonato è deceduto successivamente in un altro ospedale. A Torino nella notte del 26 dicembre è morta per arresto cardiocircolatorio in sala parto all’Ospedale Sant’Anna, Angela Nesta, di 39 anni, incinta al nono mese di una bimba. Poco prima aveva dato alla luce la sua primogenita, nata morta. Secondo l’ospedale si è trattato di una "complicanza rarissima e imprevedibile". La procura di Torino ha aperto un’inchiesta. Il 29 dicembre, all’ospedale di Bassano del Grappa, è morta Marta Lazzarin, blogger di 35 anni ricoverata nel pomeriggio alla 27esima settimana di una gestazione che non le aveva mai dato problemi. Era arrivata al pronto soccorso con forte febbre e dolori addominali. Si era perforato il sacco amniotico e il feto era morto, probabilmente da un paio di giorni. Marta è entrata in coma dopo un arresto cardiocircolatorio durante il travaglio per espellere il feto. Vani i tentativi di rianimarla. Quello stesso 29 dicembre una ragazza di 23 anni, incinta di nove mesi di una bambina, è morta in casa a Foggia per cause da accertare. In pochi minuti, il corpo è stato portato agli Ospedali Riuniti della città pugliese. I medici, con un cesareo post-mortem, hanno tirato fuori la piccola, rianimandola. La neonata è in discrete condizioni. La task force istituita presso il Ministero della Salute che il ministro Lorenzin ha deciso di inviare negli ospedali di Brescia, Verona e Bassano del Grappa dovrà verificare eventuali errori nelle procedure eseguite. Composta dai dirigenti del Ministero e dell'Agenas, dai Carabinieri del Nas e dal rappresentante delle Regioni dovrà accertare se a determinare i decessi abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e sicurezza delle cure. 

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