L'antipolitica di Fantozzi, che tenne vicino a se' il missino Filini. E Checco Zalone non e' un esempio di politically correct. Potrebbe essere tutto

. Cronaca

Il cinema spesso insegna, quando ci sono grandi attori. Come Toto', Charlie Chapiln o perché no, il ragionier Ugo Fantozzi. Poco capito od addirittura bistrattato, quando usci'  il suo primo film nel 75. Ed invece sempre attuale con i suoi film che come quelli di Toto' si possono vedere anche cento volte, non stancano mai. Lui genovese, con la sua corazzata Potemkin anticipo' l'antipolitica. Quel suo dire dissacratorio diretto all'intellighentia della sinistra "Per me la corazzata Potemink e' una grande cagata", fu una sorta di grido liberatorio contro un certo tipo di cultura, imperante negli anni settanta. Fantozzi ebbe anche il merito di anticipare Papa Bergoglio su alcuni aspetti della Curia e mai volle sottoporre l'impiegato, figura tipica di una certa Italia e della sua Genova, alla colonizzazione del suo tempo libero. Poi con la religione duetto' spesso tra mistico e profano in un continuo turbinio interiore. Insomma uno che non crede, ma non si sa mai… Un grande. Altra cosa fece lavorare sempre con se' Filini, un missino almirantiano. In quei tempi, quando a Giorgio Almirante non fu dato da mangiare sull'Autosole a Bologna, non era facile ne' scontato. Ed ora arriva Checco Zalone, che nonostante il suo exploit, con 7 milioni di spettatori, ripetuti oggi, totale 14 milioni, deve ancora dimostrare  di essere all'altezza dei grandi. Pero' la stoffa c'e'. In Norvegia la battuta, nella fase di "rieducazione" ai valori di una civiltà tollerante e della prole interrazziale  della famiglia della fidanzata, viene portato ad assistere ad un concerto che , la presenza sul palco di una stella di Davde, connota come un rituale legato all'Olocausto.  Zalone non rinuncia ad una seppur bonaria battuta sulla sensibilità etnica più esasperata del novecento. Ma poi era tanto bonaria? Insomma un non politicamente corretto. Ad una battuta maschilista ne succede un'altra di segno opposto. Poi c'e' un sempre bonario (ma anche qui fino a dove?)  scappellotto ai nostri bonari vizi, tipo le doppie file di macchina e l'arte di arrangiarsi. Pero' prevale l'orgoglio nazionale della buona tavola. Nessuno sa cuocere la pasta come noi. Non manca chi sogna una mezza invalidità  come pensione. Zalone e' furbo e politicamente si capisce poco. Senz'altro meno del maestro Fantozzi. Potrebbe essere tutto, fascista, grillino o perche' no, renziano. Difficilmente svelera il suo segreto, che e' anche l'arma del suo successo. Ognuno lo può vedere come vuole ed e' molto italiano.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi