Nella Firenze da bere non più quella di San Frediano, la vita da operetta di Ashley e quella tra sesso e cocaina di Cheik

. Cronaca

Ci sono tutti gli elementi di un romanzo, purtroppo tragico, perché finito in tragedia. C'e' la cornice di una Firenze da bere, lontana anni luce dalla Firenze di San Frediano descritta da Pratolini, non più quella romantica delle botteghe e delle latterie di Oltrarno, diventata un "mischione" con molti locali equivoci dove  si intrecciano storie border line e dove il sesso e la cocaina hanno sostituito il panino con il lampredotto. In questo quadrato di Firenze, Ashley trascorreva le sue giornate come in un'operetta, lontana dai problemi della gente comune e sempre presa dai suoi sogni artistici e dalla sua smania  di bruciare rapidamente tutte le possibili esperienze per spezzare quella che per lei era diventata una noiosa routine. Che gli era stata indicata dal suo fidanzato, di professione pittore, con il quale aveva un amore conflittuale, fatto di continui litigi e rappacificazioni. Con pericolosi intermezzi, come purtroppo si e'  visto. La sua migliore amica, Jude non sa darsi pace. Gliela aveva detto, l'aveva avvertita "Non andarci, e' una brutta persona…". Jude era l'amica del cuore di Ashley. Entrambe volevano stupire, essere ammirate e giudicate eccentriche e non banali. Ashley portava solo cappelli alla moda color lilla, l'amica aveva invece scelto il rosa. Era impossibile non notarle. La vita della giovane americana era scandita da appuntamenti fissi, di una certa Firenza.  La mattina colazione al Volume, proprio in piazza, muffin al cioccolato e centrifuga di mela, poi un caffè lungo al Mama's Bakery con lettura dei giornali. A pranzo, quasi sempre, al Chicco di caffè, in via delle Caldaie, che tutti continuano a chiamare la "signora Lolla", come si usa nei paesi. Quando c'era da fare scorrazzare  la sua beagle, Scuot, lunghe passeggiate alle Scuderie di porta Romana. Aperitivo rigorosamente al Cabiria, magari dopo un po' di palestra e prima della notte. Tutta da vivere, almeno fino a quella maledetta notte. Ashley piena di vita, voglia dii mostrarsi e tante contraddizioni. Ad esempio quella sua pistola postata su Facebook con la scritta: "Amo la mia mledetta pistola". Ma proprio uno dei posti che più le piaceva il Montecarla, un locale che gioca ad essere bohémien, con luci soffuse e tavolini liberty, dove andava quasi tutte le sere per ballare e bere, le e' stato fatale. Li' ha incontrato Cheik (ce' anche chi dice che non fosse la prima volta) un bel ragazzo senegalese di 28 anni. Alto, atletico, con la voglia di affascinare e la passione per la cocaina, con la quale si guadagnava da vivere spacciando. Vestiva bene e si presentava bene, era un clandestino senza permesso di soggiorno. Cheik ha raccontato: "Ashley ha offerto cocaina anche a me, poi mi ha invitato a casa sua, ma io non volevo perché stavo già male. Lei ha insistito ed allora verso le 6,30 siamo andati a casa sua. Abbiamo consumato altra droga e abbiamo avuto un rapporto sessuale. Poi lei ha iniziato a dirmi, vattene via che arriva il mio fidanzato. Mi ha trattato come un cane, spintonandomi facendomi battere un fianco". Cheik prosegue il suo racconto-confessione alla polizia, dalla quale e' stato prelevato all'alba mentre stava dormendo a casa del fratello, un appartamento modesto in una modesta palazzina (sembrava una pecorella smarrita con la sua guasconaggine di colpo sparita): "Allora anche io l'ho spinta l'ho colpita con un pugno sul lato sinistro della nuca, lei e' caduta a terra e quando si e' rialzata ed ha cominciato a spintonarmi, io ho reagito di nuovo, le ho dato una spinta, lei e' caduta all'indietro sbattendo la testa sul pavimento. Poiché non si rialzava l'ho presa per il collo e l'ho tirata su". Il racconto si chiude con una difesa degna di un avocato, o forse suggerita da un avvocato: "Nego di averla stretta al collo per strangolarla e di avere utilizzato qualsiasi oggetto atto allo scopo. Ribadisco che ero ubriaco e che avevo fatto uso di cocaina per cui non ho ricordi molto precisi". Se sono bugie sono destiate a saltare come tappi di champagne, con il completamento delle indagini e delle analisi ancora in corso. Dettagli, la storia di una vita spezzata e' stata scritta e si e' conclusa con i funerali ai quali ha partecipato anche la squadra in costume dei Bianchi della quale era una grande tifosa.

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