Sanremo, Elton canta senza fare comizi nel Festival Arcobaleno con boom di ascolti

. Cronaca

Elton John canta e suona da par suo a Sanremo, ma niente comizi o polemiche sulle coppie gay con tanto di figli adottivi. Lui che ne ha due. Solo un accenno alla vita privata senza nessuna enfasi: "Non pensavo di diventare papa'…". Poi smorza chi si aspettava polemiche, parlando del suo impegno in beneficenza:  "E' necessario l'approccio cristiano per aiutare le persone che soffrono in un mondo in cui, per molti, vivere e' difficile". Il cantante ha regalato al pubblico un paio di suoi capolavori ed un nuovo brano. Cinquecentomila euro o giù di li' il suo compenso. Tra i minuti più pagati nella storia della televisione. Ma se glieli danno fa bene a prenderli e può permettersi anche la beneficenza. Ci hanno pensato Noemi, Arisa, Ruggeri, Bluvertigo a colorare un po' di Arcobaleno, con i loro nastrini avvolti al braccio, l'Ariston. Ascolti boom, 11 milioni con uno share del 49,5%. Conti conduce nel suo stile come lo vuole mamma  Rai, con sicurezza senza fronzoli ma anche senza lampi. Piatto, inodore, incolore, di sapore leggermente gradevole. Senza allontanarsi dall'impronta nazionale popolare della manifestazione, resa ancora più marcata dai tempi delle conduzioni di Pippo Baudo o di Mike Bongiorno. Come musica e ritmi nulla di eccezionale, sembrano lontani i tempi delle dolci melodie, che poi hanno accompagnato negli anni gli italiani. Più proclami in forma di poesia che musica. Il tutto in una scenografia futurista e piuttosto fredda, simile a quelle viste in tanti talent, che ha trasformato l'Ariston in una sorta di astronave. Dove si sono aggirati forse senza nemmeno riuscire a capire che cosa stavano a farci, i due belli, il valletto e la valletta della serata. Gabriel Garko, visibilmente impacciato. Non si sa se peggio come attore o come conduttore e la madrina, la bella Madalina Ghenea, anche lei senza guizzi. Cosa si può chiederle di più? Brava, la migliore, la comica Virginia Raffaele, nei panni di una scatenata Ferilli. Brava anche la Pausini, tornata sul palco che l'ha lanciata 23 anni fa. Da sola occupa la scena e la sua emozione accentua la sua performance. Conti le da' anche la giacca che portava al suo debutto. La Pausini la indossa e le entra, e si confronta con se stessa adolescente. Una venata nota di romanticismo, in stile vecchio Festival. Sono saliti sul palco anche Aldo, Giovanni e Giacomo, che si sono appigliati al loro classico repertorio. Insomma un Festival molto visto, anche se manca un po' di mordente, e manca quel qualcosa di nuovo, che gli organizzatori cercano sempre ma che difficilmente riescono a trovare.  Un Festival giunto al suo 66esimo compleanno e che rimane una sorta di rito collettivo in cui contemplarsi insieme ai cambiamenti dei costumi e della società. Ma forse la grande assente e' proprio la buona musica. E quella non può inventarla nessuno.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




 

Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi