Banca Etruria, dichiarato stato insolvenza. Ora la procura potrebbe procedere per bancarotta fraudolenta anche nei confronti di papa' Boschi

. Cronaca

Il Tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolenza della vecchia Banca Etruria. Lo ha deciso il collegio fallimentare, che ha rigettato anche la eccezione di costituzionalità sul decreto salva-banche, presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell'istituto. Dopo questa decisione la procura, guidata da Roberto Rossi, potrebbe procedere per bancarotta fraudolenta nei confronti degli ex amministratori e potrebbero essere inseriti nel registro degli indagati l'ex presidente Rosi e i due ex vicepresidenti Berni e Boschi, papa' della ministra Maria £lena. La sentenza, che apre uno scenario nuovo, rischia di travolgere tutti i membri del Cda, che si sono succeduti dal 2013 al 2015. A questo punto, se maxi indagine per bancarotta fraudolenta sarà, tutte le spese deliberate da Etruria (le consulenze di 17 milioni di euro, la liquidazione dell'ex direttore generale Bronchi da 1,1 milioni, premi aziendali e soprattutto i fidi concessi agli imprenditori amici e mai restituiti) potrebbero diventare malversazioni a carico degli amministratori. Con le inevitabile conseguenze civill e penali. Intanto e' ancora sub iudice la posizione del procuratore Roberto Rossi al Csm, per un suo incarico a palazzo Chigi. La prima commissione, che ha trattando il suo caso per verificare un'eventuale incompatibilità per via dei suoi "silenzi" su Pierluigi Boschi, ha deciso di chiedere un ulteriore approfondimento alla procura generale di Firenze su alcuni processi che la procura di Arezzo ha trattato proprio sul vicepresidente di Banca Etruria. Una decisione del Csm e' comunque attesa in tempi brevi anche per non bloccare l'eventuale processo.

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