La nuova Rai dell'era renziana, giovane con donne e con Fabiano al posto di Leone. A Sanremo il suo canto del cigno

. Cronaca

Prende definitivamente forma la nuova Rai dell'era renziana. Evidentemente certe critiche, anche se poi smentite dal Pd,  di Anzaldi, fedelissimo di Renzi, hanno fatto breccia. Molte le sorprese, ma tutte all'insegna del ringiovanimento con una sorta di rottamazione anche nella vecchia e finora conservatrice Rai. Il direttore generale Antonio Campo Dell'Orto ha presentato la nuova squadra, che domani dovrà essere nominata dal Cda. Andrea Fabiano viene promosso a direttore di RaiUno in sostituzione dell'ultimamente molto criticato Giancarlo Leone, figlio dell'ex capo dello Stato, Giovanni. Leone che ha recitato il suo canto del cigno con l'ultimo Festival di Sanremo andrà probabilmente ad occuparsi del coordinamento dell'offerta editoriale della Rai. Fabiano sarà il più giovane direttore di rete della Rai. E' del 76. Un tempo sarebbe stato impensabile. Ma si tratta anche della prima volta di una direzione affidata ad una donna. Anzi per "esagerare" due. A RaiDue sarà il turno di Ilaria Dallatana, mentre a Daria Bignardi viene affidata RaiTre. Infine Gabriele Romagnoli sarà il nuovo numero uno di Rai Sport. Dell'Orto sostiene che le scelte sono basate "su competenza, esperienza e merito, autonomia dai partiti, guidate dalla volontà di rinnovamento proprio attraverso la competenza  e nel segno della valorizzazione delle risorse interne". Negativo invece il giudizio del sindacato dei giornalisti Rai: "Nei fatti una sonora sfiducia e delegittimazione per tutti dipendenti della Rai. Se i nomi sono quelli ci troviamo di fronte ad un fatto grave". Ancora: "Salvo l'eccezione di RaiUno, l'ennesima infornata di esterni. Evidentemente il dg ritiene che tra gli 11mila dipendenti non ci siano professionisti in grado di assumere ruoli di rilievo. Si da' corpo così al pregiudizio che l'Usigrai ha denunciato da subito, nei confronti di tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per il servizio pubblico, assicurando il primato della Rai in termini di ascolto e credibilità"

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