La prima donna accusata d omicidio stradale, ha travolto tre ciclisti sull'Aurelia, un morto. Rischia 5 anni. E' giusto?

. Cronaca

La legge appena approvata dal Parlamento sull'omicidio stradale e' al suo debutto, sarà per la prima volta applicata ad una donna di 52 anni che ha investito tre ciclista sull'Aurelia alle porte di Roma, uccidendone uno. E' vero che e' scappata in preda allo choc ma si e' costituita dopo meno di un'ora, accompagnata da fratello, ed e' risultata negativa  tanto all'alcoltest quanto a droghe. La legge entrata in vigore proprio oggi con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, prevede due anni come pena minima se ci scappa ll morto. Basta superare di poco il limite di velocità. Ma se uno fugge, non ci sono scusanti. La mancanza di soccorso immediato viene punita con un minimo di cinque anni anche se chi scappa lo fa in preda ad uno choc emotivo più che per non volere prestare soccorso. "Mi sono spaventata e sono corsa via, non sapevo cosa fare" si e' giustificata la donna ancora scossa. Un testimone ha raccontato: "Ho visto quell'auto piombare di colpo sui ciclisti. Poi il botto". Roberto Giacometti, uno dei tre ciclisti, non certo giovanissimo, 76 anni, ha perso la vita.Un suo compagno che si e' miracolosamente salvato e' Osvaldo Croce di 71 anni: "Roberto era l'ultimo dietro di noi, ho sentito il botto, poi non ricordo nulla". Si e salvato, con solo qualche contusione, anche Luigi Gabrielli di 69 anni. Sappiamo bene tutti quanto sia rischioso andare in bicicletta su una strada come l'Aurelia. Poi quando i ciclisti sono più di uno spesso si affiancano e diventino un pericolo che per li deve superare. Ora comunque saranno i rilievi della polizia stradale a stabilire con esattezza la dinamica dell'incidente. Certo che fa riflettere come una donna di 52 anni che stava viaggiando insieme alla figlia sedicenne, pur senza avere commesso niente in vita sua, si ritrova improvvisamente, senza avere compiuto deliberatamente un reato, nella condizione di dovere condividere una cella per cinque lunghi anni con qualche ladra o rapinatrice. Magari per una distrazione a cui ripenserà per il resto della vita. Ora pero' e' lecito porsi e porre una domanda. Tutto questo e' veramente giusto?  

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Commenti

0 # leonardo 2016-04-14 18:07
Vorrei sapere chi ha scritto questo articolo mettendo in dubbio se è veramente giusto che questa donna veramente paghi per quello che ha fatto. Sono il figlio di Roberto Giacometti e mio padre sapeva perfettamente le regole dell'andare in bicicletta visto che lo ha fatto per 60 anni in maniera continuativa. Mio padre sapeva perfettamente che si va in fila indiana e voi vi domandate se è giusto che la giustizia faccia il proprio corso pensando ad una "distrazione a cui ripenserà per il resto della vita". e a mio padre ucciso per strada per una "distrazione" su un rettilineo di 1 chilometro con conseguente omissione di soccorso chi ci pensa. La signora lo avrà sulla coscienza e ci penserà tutta la vita, io piangerò mio padre tutta la vita. Prima di scrivere pensate

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