La rotta italiana del Califfato; Italia crocevia per molti terroristi

. Cronaca

I terroristi si sono mossi tra Siria, Iraq e nord Europa, passando spesso per l'Italia. Usando anche il proprio documento, come ha fatto a Venezia nell'estate del 2015, il 25 luglio, Khalid al Bakraoui, il kamikaze che si e' fatto esplodere nella metropolitana di Maelbeeek a Bruxelles. Ha trascorso nella citta' lagunare 22 ore che rimangono avvolte nel mistero. Ma nella rete logistica della jihad in Italia, uno dei punti nevralgici e' rappresentato dal sud della penisola e precisamente da Bari. In pochi mesi sono passati dalla Puglia almeno dodici combattenti. La Puglia rappresenta una sorta di ponte tra la Siria e il nord Europa. Anche Salah passo' da Bari. Po c'e' Eddine Djmal Ouali, l'algerino di 40 anni bloccato a Belizzi, in provincia di Salerno, in esecuzione di un mandato di cattura emesso dal Belgio per reati di falso documentale e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Gli 007 italini stanno cercando di risalire alla rete dei legami che i terroristi avevano in Italia. Intanto si comincia ad affacciare qualche dubbio anche sulla reale validità ed efficienza dei servizi italiani, che pagano anche lo scotto di pesanti ristrutturazioni, che magari ne aumentano la trasparenza pero' a tutto danno delle loro efficacia operativa. La domanda d'obbligo si puo' così riassumere, i sevizi hanno veramente vigilato su tutto questo andirivieni di terroristi? Sapevano od erano all'oscuro? Perché se gli jihadisti si possono muovere così tranquillamente i pericoli aumentano.

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