Attico Bertone, Vaticano indaga 2 ex manager del Bambino Gesù non il cardinale. Ma se fosse incriminato primo caso nella storia

. Cronaca

Il Vaticano conferma un'anticipazione dell'Espresso. Ha aperto un'inchiesta sull'attico del cardinal Bertone, l'ex segretario di Stato di Benedetto XVI nella quale risultano inquisiti Giuseppe Profiti, ex presidente del Bambino Gesu' e l'ex tesoriere Massimo Spina. Sotto la lente dei giudici di Papa Francesco i 400mila euro destinati all'ospedale, ma spesi per la ristrutturazione del prestigioso appartamento con vista su tutta la città del Vaticano. Il direttore della sala stampa ha precisato: "Bertone non e' indagato". Ma secondo l'Espresso ci sarebbe una lettera ad inchiodare Bertone: "Lui sapeva". Fittipaldi, l'autore dell'articolo, ricorda anche che se Bertone dovesse essere indagato dovrebbe essere giudicato dalla Corte di Cassazione del Vaticano. Sarebbe il primo caso nella storia. I reati ipotizzati sono gravi (peculato, appropriazione e uso illecito di denaro) e sono state acquisite le prime prove documentali. Bertone ha ribadito di "non avere mai dato indicazioni, o autorizzato, la fondazione del Bambino Gesù ad alcun pagamento in relazione all'appartamento da lui occupato e di proprietà del Governatorato". La fattura dei 422mila euro pagati per i lavori risulta fatta non dalla società italiana che materialmente ha eseguito i lavori (tra l'altro e' fallita nel 2015) ma da una holding britannica con sede a Londra". Insomma la somma sarebbe stata utilizzata e girata a Londra. Ci sarebbe una lettera datata 7 novembre 2013, dalla quale si evince che Profiti abbia offerto di pagare i lavori  dell'attico in cambio di ospitare incontro istituzionali nella casa. Bertone gli avrebbe risposto il giorno dopo ringraziandolo ed inviandogli perfino una lista di "desiderata". Anche dal legale di Bertone piovono smentite. La sostanza e' che Bertone nulla avrebbe saputo di questi pagamenti. E questo potrebbe aprire nuovi inquietanti scenari, quelli di un doppio pagamento. Bertone ha infatti spiegato di possedere la documentazione che dimostrerebbe come sia stato lui a saldare il conto. Attraverso un pagamento di 300mila euro. Certo e' che i conti non tornano. Sono spariti soldi all'estero? Sarà l'inchiesta a cercare di stabilire la verità. 

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