Cene e aperitivi per le commesse, Ammiraglio De Giorgi "bisogna creare una crepa tra la Pinotti ed il generale Graziano". Schizzi di fango pure sul Colle

. Cronaca

Dalle intercettazioni dell'inchiesta dei pm di Potenza su Tempa Rossa sta emergendo un po' di tutto anche se il per quadro complessivo ancora e' nebuloso e di difficile interpretazione, almeno stando solo agli atti conosciuti. Che ci siano e ci saranno sempre movimenti e pressioni quando ci sono affari e commesse che coinvolgono più situazioni, a volte tra di loro in concorrenza e' fatto noto e non e' un illecito. Fa parte della normale dialettica quando ci si muove nel mondo economico con grossi interessi in gioco. Il compito poi del governo e' quello di fare le scelte più giuste e convenienti per il bene comune. Quello che ora emerge e' uno spaccato (non certo edificante) di cene, aperitivi e incontri segreti per sollecitare le commesse. L'ammiraglio De Giorgi, capo di Stato maggiore della Marina (quello abituato a bere champagne quando ispeziona le sue navi, anche se ha precisato di pagarlo di tasca sua) vuole portare in porto la legge navale, che assicura 5,4 miliardi per rinnovare la flotta. De Giorgi parlando con Cristiana Pagni, manager di una società fornitrice della Marina, paventa come "il business navi" avrebbe potuto essere ridimensionato, perché il generale Claudio Graziano, suo omologo alla Difesa (che De Giorgi chiama ciliegia) remava contro. Per questo rivela (o millanta) di "averne parlato con il presidente della Repubblica, che gli era peraltro sembrato interessato alla questione". De Giorgi, che sembra essere in sintonia con il "comitato d'affari" che si muove all'ombra della ministra Guidi, decide ad un certo punto di intervenire sul ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio (quello sul quale e' stata fatta anche opera di dossieragggio, magari in prospettiva di un ricatto. Con grande imbarazzo dei carabinieri che lo avrebbero preparato e con i vertici dell'Arma che lasciano ai magistrati gli accertamenti) che deve mettere ordine nelle autorità portuali e nominare ad Augusta un uomo divoro fiducia. "Con Delrio - dice l'ammiraglio al telefono - io farei una cosa diversa, quella della cena, dell'incontro conviviale…dove si rompe il ghiaccio, si parla in generale". L'importante era avere persone fidate su cui poter contare, "ganci" da utilizzare per stringere rapporti. E nel caso di Delrio si erano affidati al vicepresidente di Confindustria, Ivan Lobello "gancio, prché del ministro e' amicissimo". In alcuni casi invece miravano a fare rompere i rapporti, come quando De Giorgi dice: "Bisogna creare una crepa tra la Pinotti ed il generale Graziano". C'e' anche un siparietto tra la Guidi ed ormai il suo ex Gemelli. Siparietto rappresentativo di un certo spaccato. Il clan cerca di sfruttare ogni canale. E Gemeli si accorda per riuscire ad incontrare imprenditori appena ricevuti dalla Guidi. Guidi: guarda che non e' ancora arrivato, eh…quindi fai con calma…va bene?. Gemelli: (ride) non ti preoccupare…ora sto andando a comprarmi le sigarette. Dieci minuti dopo. Guidi: senti, io sono qua con il dottor Trevisani (vice presidente del gruppo Trevi-finanziaria industriale). Io sono qua al ministero con lui e poi lui credo che verso le nove e mezzo abbia un altro appuntamento. Pero' mi ha detto che se volete vedervi un quarto d'ora per stabilire un contatto lui e' disponibile,Tu sei per caso qui, nelle zone del centro? Gemelli: ho appena preso un taxi per andare in aeroporto…pero' mi fermo al Majestic…così magari gli viene bene...Poi la Guidi contattava nuovamente Gemelli per comunicargli che cosa aveva detto a Trevisani, aggiungendo di pensare che lo avesse capito. "Gianluca sta scendendo, e' un signore con i capelli bianchi e con gli occhiali, non so se lo conosci, comunque l'ho avvertito, guarda vorrebbe contattarti per una presentazione. Non c'e' neanche bisogno secondo me che gli spieghi esattamente, tanto lo ha già capito". 

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