La Jihad in casa nostra, sei arresti in Piemonte e Lombardia. Volevano colpire anche in Italia: Vaticano e ambasciata d'Israele

. Cronaca

Operazione anti-terrorismo tra Piemonte e Lombardia: sei arresti (due sono latitanti) tra aspiranti foreign fighters, tutti marocchini con cittadinanza italiana, che volevano unirsi all'Isis per combattere la 'guerra santa' in Siria e Iraq. Ma, secondo gli inquirenti, anche colpire qui in Italia, con nel mirino l'ambasciata di Israele a Roma e il Vaticano. Due degli arrestati come presunti terroristi, una coppia di marocchini residenti a Lecco, volevano portare con sè i due figli di 2 e 4 anni. Si tratta di Moutaharrik Abderrahim, 24 anni, kickboxer di un certo livello (nella foto) che era solito salire sul ring con la maglietta nera di Daesh, e di sua moglie Salma Bencharki, 26. Destinatario del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura di Milano per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo anche un altro marocchino di 23 anni, residente a Varese, fratello di un foreign fighter espulso dall'Italia nel 2015 e dato per morto nei combattimenti in Siria. Voleva unirsi alla coppia e partire per combattere. I tre arrestati erano in contatto con un'altra coppia partita per la Siria nel febbraio dello scorso anno - Mohamed Koraichi, un marocchino di 32 anni, e la sua compagna, l'italiana Alice Brignoli di 39 anni; vivevano in provincia di Lecco e si erano convertiti all'Islam nel 2008, ma dal febbraio 2015 erano svaniti nel nulla insieme ai tre figli maschi di 7, 6 e un anno e mezzo, per riapparire poi nelle file dello Stato Islamico - e con una loro parente che si era adoperata per i necessari collegamenti, tutti oggetto del mandato di cattura. L'operazione anti-terrorismo, condotta congiuntamente da Digos e Ros, ha ricevuto i complimenti del ministro Alfano e del premier Renzi.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi