Già in carcere i quattro italiani condannati per il rogo alla ThyssenKrupp

. Cronaca

Si sono già presentati alle forze dell'ordine per essere trasferiti in carcere, a Torino e a Terni, i quattro italiani condannati per il rogo alla Thyssenkrupp dopo che la Cassazione ha confermato le condanne dell'appello bis del 2015 nei confronti di sei imputati per il rogo che investì la fabbrica nel dicembre 2007 in cui morirono orribilmente ustionati sette operai. La pena più alta è di 9 anni e 8 mesi inflitta all'ad Harald Espenhahn, quella più bassa, di 6 anni e 3 mesi per i manager Marco Pucci e Gerald Priegnitz. Condannati inoltre gli altri dirigenti Daniele Moroni a 7 anni e 6 mesi, Raffaele Salerno a 7 anni e 2 mesi e Cosimo Cafueri a 6 anni e 8 mesi. Per Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, i due tedeschi condannati in via definitiva sarà emesso un mandato di cattura europeo: in base agli accordi tra i due stati potranno eventualmente scontare la pena in Germania. Se i due condannati lasceranno il loro paese potranno essere arrestati immediatamente. Mentre i parenti degli operai periti nel rogo dicono che "giustizia è stata fatta", la Thyssenkrupp ha preso atto "con rispetto" della sentenza definitiva. "I tribunali italiani - dice una nota dell'azienda - hanno dovuto affrontare il difficile compito di valutare penalmente il tragico incidente di Torino e le sue terribili conseguenze per i nostri collaboratori e i loro familiari. Esprimiamo nuovamente il nostro cordoglio alle vittime e alle loro famiglie. Thyssenkrupp è profondamente addolorata che in uno dei suoi stabilimenti si sia verificato un incidente così tragico. Faremo il possibile affinché tale disgrazia non accada mai più".

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