Rosario in tasca e sigari in mano, così se ne va Pannella. Che forse avrebbe preferito il contrario. "Un ateo credente" come Sciascia

. Cronaca

Uno straordinario affresco degli ultimi momenti di Marco Pannella, da quando dalla sua terrazza diceva "ciao belli" ai gabbiani che continuavano a volare mentre lui era consapevole di stare per andarsene. Alla bara, con rosario in tasca e sigari, rigorosamente toscani, in mano. E' stato Francesco Merlo, che e' un pittore della penna, a raccontalo su Repubblica in "Addio, me ne vado grazie per questo amore". Gli ultimi momenti del leader radicale, accudito dalla fedele Remy, una signora filippina cattolicissima e radicale, che gli era accanto da oltre trent'anni e dal suo amico-fidanzato Matteo Angioli, che stava con lui da quando aveva 14 anni. Questa una piccola pecca, vista l'eta' del grande Marco che aveva il vizzietto descritto dal film con Tognazzi. Se fosse stato uno come Berlusconi ad avere il più che giovincello amichetto, sarebbe venuto giù il mondo. Ma Marco a suo modo era un santo, e come tale si comportava, sempre in difesa dei più deboli e degli oppressi. "Gli hanno annodato la cravatta rossa, un sostegno sotto il mento gli tiene la bocca chiusa.  Il rosario tra le dita  glielo ha messo Remy, ed e' impossibile non pensare a Sciascia, anche lui con il rosario sistemato li', in bell'evidenza, dalla moglie cattolica. Sciascia fu sepolto così da ateo credente. Marco Angioli, il giovane amico, dopo qualche ora sorride ma lo prende e lo infila dentro la tasca della giacca blu di Pannella (Amava quando si vestiva elegante il blazer). C'e' ma non si vede. Al posto del rosario, Matteo sistema un pacchetto di sigari in modo pero' che si veda veda e non si veda, rosario e toscanelli sono come gli anellini e i fiorellini in certi quadri di Lorenzo Lotto che non basta la prima occhiata per capire. Anche Pannella morto ha le sue inesauribili altre dimensioni. La filippina Remy e' radicale come il "signor Pannella", ma e' anche cattolica come "l'amico del signor Pannella". Di chi parla? "Del Papa". Fin qui il ritratto di Merlo. Ma uno che come chi scrive lo conosceva da quarant'anni, e di toscani insieme nel cortile di Montecitorio ne ha fumati tanti,  può azzardare che forse Marco avrebbe preferito tenere il rosario in mano come gli aveva messo la dolce Remy ed i sigari in tasca. Lui era veramente un "ateo credente", cioè uno sempre concentrato sull'essenza della vita, nel tentativo di ingabbiarne la complessità ed anche il fine. Mi viene anche il dubbio che abbia pensato ad un funerale religioso celebrato da Papa. Ma alla fine deve avere pensatore che forse era troppo ed avrebbe fatto discutere, mentre lui voleva andarsene in punta di piedi. Nel rispetto della sua storia di uomo coerente e combattivo, mai incline al compromesso. Tanto deve avere pensato se c'e' il Paradiso, un posticino me lo sono guadagnato.

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