""Bastardi islamici", titolo' Libero dopo Parigi. "Vergogna" rispose una delle vittime, Adele Puglisi

. Cronaca

Nella tragica sorte che li ha accomunati in una maledetta sera d'estate a Dacca, i nove italiani finiti sgozzati perché non sapevano recitare i versi del Corano, erano uniti da una visione aperta del mondo. Molti di loro avevano anche aiutato come volontari la povera polazione locale, come Maria D'Antona, moglie dell'unico superstite per caso, Gianni Boschetti. Ma tutti ritenevano il Bangladesh una sorte di seconda casa. Non pensavano proprio loro, che amavano il mondo islamico, di potere fare quella fine. Quando nel novembre scorso il mondo rimase sotto choc per l'attentato a Parigi, Libero titolo': "Bastardi islamici" (titolo molto simile a quello del Giornale di oggi: "Bestie islamiche). Ma lei Adele Puglisi, l'imprenditrice cinquantaquattrenne di Catania, si indigno' e sulla sua pagina di Facebook scrisse "Vergogna", annunciando di avere firmato una petizione contro il direttore del giornale, accusandolo di avere incitato all'odio razziale, Stavolta pero' la reazione della maggior parte delle famiglie colpite sembra avere cambiato registro. "Maledetto branco di bestie" e' uno dei post. Nipoti, fratelli, famigliari vari e amici delle vittime si sfogano: "Sono infami assassini". Quello che desta ancora più orrore nella strage di Dacca e' che agli assassini non interessava sapere chi avevano davanti e come la pensavano pur non essendo musulmani. La differenza venerdì notte a Dacca era una sola, quella tra vittime e carnefici

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi