Berlinguer via dal tg3, "normalizzata" la Rai. L'estate che cambia faccia all'informazione

. Cronaca

Lo spettacolo che si ripete, le nomine Rai avvengono in piena estete. Di destra, di centro, di sinistra, puntuale ed inesorabile arriva l'ineluttabile rito estivo con il dogma (per altro sempre smenti to) che la tv faccia vincere le elezioni. Che di norma si tengono in primavera. L'infornata delle nuove nomine nella televisione pubblica, testimonia la presa di possesso della politica, quella che in modo sbrigativo e concreto mette i nomi desiderarti e che danno affidamento nelle caselle giuste. IL Cda della Rai ha approvato, naturalmente a maggioranza (contrari i consiglieri del centrodestra e quello dei Cinque Stelle) il pacchetto di nomine. Confermato l'affidabile Orfeo al tg1 sono stati scelti Ida Colucci al tg2 e Luca Mazza' al tg3. Nomina che ha fatto scalpore ed ha fatto arrabbiare anche Bersani e Cuperlo della sinistra Pd, con qualche mugugno anche in casa renziana. Niente epurazione completa pero' per Bianca Berlinguer alla quale viene affidata una striscia quotidiana ed un programma di approfondimento in seconda serata. E se fara' flop la colpa sarà solo sua. Si sa i telegiornali comunque un certo ascolto lo garantiscono e poi devono essere comunque fatti, le altre trasmissioni no. Ma questa e' l'estate non solo della Rai e' l'estate che muta i rapporti di forza nel mondo dell'informazione anche e soprattutto con l'entrata di Cairo al Corriere. Sul fronte della carta stampata, De Benedetti controlla il più: La Repubblica, l'Espresso, la Stampa di Torino ed il Secolo XIX di Genova. Un vero e proprio concentrato di potere, almeno al momento, favorevole a Renzi. C'e'  la spina Cairo, ma anche lui sembra guardare di buon occhio il governo nonostante non piaccia ai vecchi proprietari del Corsera dopo l'uscita di Fiat. E non piace neppure ai salotti buoni milanesi, ovvero l'alta finanza e Medio Banca. Ma piace a Banca Intesa di Bazzoli che poi e' molto amico con De Benedetti, da lui salvato di recente dal fallimento di Sorgenia, azienda dell'ingegnere. Come si vede parlare di plurimo di informazione e' un po' azzardato. E' vero rimangono le televisioni di Berlusconi, anche se la Mediaset di Confalonieri non e' certo all'attacco di Renzi. Rimangono fuori dal coro il Giornale, Libero ed il Fatto Quotidiano.  Ed anche i tg della 7 condotti da Enrico Mentana. Il resto pur essendo buon giornalismo e' omologazione.

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