Il Milan ai cinesi per 740 milioni, dopo 30 anni finisce l'era Berlusconi

. Cronaca

Dopo trent'anni, tra i più blasonati nella storia del club, finisce l'era Berlusconi al Milan: la squadra passa in mani cinesi per 740 milioni di euro. L'ok all'affare con una nuova cordata cinese che si è concluso con un rapido sviluppo finale lo ha dato lo stesso Berlusconi alle prime luci dell'alba quando a Villa Certosa è stato siglato l'accordo tra la Fininvest, proprietaria del club rossonero, e i cinesi del Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co.Ltd. L'ex-premier resterà presidente onorario.  Il 99,93 per cento del Milan dunque è stato ceduto a una cordata di imprenditori cinesi: il preliminare di vendita valuta il club 740 milioni di euro  tenendo conto della situazione debitoria del Milan stimata in circa 220 milioni di euro. Il contratto - si legge nella nota della Fininvest - vincolante fra le parti, verrà perfezionato entro il 2016. Gli acquirenti si impegnano a versare 350 milioni nel triennio di cui 100 milioni da versare al momento del closing. Il contratto prevede anche che con il timing, gli acquirenti mettano a disposizione una caparra, a conferma degli impegni assunti pari a 100 mln di euro, di cui 15 contestualmente alla firma e 85 entro 35 giorni. Gli investitori operano attraverso la management company Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co.Ltd. Della compagine fanno parte fra gli altri Haixia Capital, fondo di Stato cinese per lo Sviluppo e gli Investimenti, e Yonghong Li, chairman della management company, che è stato fra i promotori del gruppo con cui Fininvest ha lungamente trattato fino alla firma odierna. Assieme ad Haixia Capital e a Yonghong Li, acquisiranno quote dell'Ac Milan altri investitori, alcuni dei quali a controllo statale. Fra loro, società attive nel campo finanziario e altre impegnate in settori industriali.

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