Forze speciali italiane con i loro scarponi in Libia. Come 007 con immunità e "licenza di uccidere"

. Cronaca

Forze speciali italiane sono presenti e calcano con i loro scarponi i teatri di guerra in Libia ed anche in Iraq. Per la prima volta lo ammette ufficialmente il governo italiano. La notizia e' contenuta in un documento trasmesso al Comitato controllo sui servizi e classificato "segreto". Nel documento redatto dal Cofs (Comando interforze per le Operazioni delle Forze speciali) si specifica che si tratta di operazioni effettuate in applicazione della normativa approvata  lo scorso novembre dal Parlamento, che consente al presidente del Consiglio di autorizzare missioni all'estero di militari dei corpi d'élite, ponendoli sotto il diretto comando dei servizi segreti e quindi di palazzo Chigi.  Con tutte le garanzie previste per gli stessi 007, immunità compresa. Dicono che non siamo in guerra, ma che che cos'è allora? Per il governo si tratta solo di azioni mirate del Col Moschin, degli Incursori Comsubin e dei reparti speciali di Carabinieri ed Aeronautica, che gli rispondono direttamente e non dipendono dalla coalizione dei trenta paesi che appoggiano il premier libico, Sarraj. Si tratta di missioni limitate nel tempo che partono dalle basi italiane. Quindi ora sul terreno non ci sono solo le forze speciali americane, britanniche e francesi. In Libia ci sono anche i corpi speciali italiani. Quando Renzi diceva a Repubblica, cercando di minimizzare la nostra presenza in Libia che "le strutture italiane impegnate nella lotta contro Daesh sono quelle autorizzate dal Parlamento", era in realtà un'ammissione della possibilità di applicare il testo della legge approvata a novembre, che prevede appunto l'utilizzo di corpi speciali alle dirette dipendenza dei servizi e quindi  di palazzo Chigi con tanto di "licenza di uccidere".

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