Terremoto, palazzi con più sabbia che cemento e soffitti di cemento armato su mura fragili

. Cronaca

Il destino ha giocato la sua amara parte nel terremoto che ha devastato parte del centro Italia e raso completamente al suolo l'incantevole paesino di Amatrice. Ma come sempre anche l'uomo ci ha messo del suo. Per voglia di maggiori guadagni, per avidità ed a volte anche per superficialità o per risparmiare nelle ristrutturazioni. Una cosa e' certa, se le abitazioni fossero state costruite o adattate ai criteri vigenti in Giappone o in California, il tutto sarebbe passato solo con un po' di paura. Ora si indaga sul crollo di 115 edifici. L'accusa del procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva "Non può essere solo colpa del destino". Sono anche in corso verifiche sul ruolo di imprenditori chiacchierati. Le cose più vistose sono la scuola elementare appena ristrutturata che si e' sbriciolata ed anche il campanile restaurato per ben tre volte che si e' afflosciato diventando la tomba di bambino di pochi mesi. Il magistrato ha commentato: "L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gi edifici fossero stati costruiti come in Giappone non sarebbero crollati". 

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