Terremoto, 2500 senza casa. Governo per ricostruzione, no alla new town di Berlusconi . Rischio container e tempi lunghissimi

. Cronaca

Il Presidente della Repubblica, oggi ad Amatrice, ha assicurato gli sfollati: "Non vi lasceremo soli". Ai funerali solenni delle vittime marchigiane del terremoto era presente tutto lo Stato, oltre al Capo dello Stato, i presidente delle Camere, Grasso e Boldrini ed il premier Renzi. "E adesso, Signore che si fa?" ha detto monsignor Giovanni D'Ercole nel celebrare il rito funebre. E che si fa lo dovrà dire non il Padreterno ma il governo. Tutte le famiglie di Amatrice, 2500 ed oltre persone, sono rimaste senza casa e si devono pure arrangiare con i vestiti, che sono stati abbandonati nelle loro case distrutte. Il governo e gli abitanti, sindaco in testa, vogliono ricostruire i borghi il più fedelmente possibile a quelli originali. Non vogliono cioè seguire, il governo forse anche per ragioni politiche, l'esempio di Berlusconi all'Aquila, che nel giro di pochi mesi riconsegno' agli aquilani le chiavi di casa, ma nuove,  costruite lontano dalle macerie e sicure. La maggior parte degli ex sfollati, dopo le prime negative impressioni, sono abbastanza soddisfatti della new town. "Noi siamo al sicuro in queste case. Il terremoto ora fa meno paura e siamo rimasti comunità", dicono. Berlusconi e' stato l'unico leader nella storia d'Italia ad avere ridato delle abitazioni abitabili in breve tempo ad una popolazione colpita dal terremoto. Certo e' meglio e piu' ripagante per chi e' rimasto senza tetto, una ricostruzione delle vecchia casa, in modo più sicuro. Ma costa più del doppio ed i tempi sono necessariamente lunghi. Lunghissimi se poi il governo, per qualsivoglia ragione, non rispetta le sue promesse. E c'e' l'incubo dei container che comunque, in pieno inverno con le temperatura sotto zero, sono pur sempre meglio delle tende. 

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Commenti

0 # Andrea Vezzoli 2016-09-09 14:25
Il problema è semplice: se ricostruire le case altrove costa di meno perchè lo stato dovrebbe pagare il doppio per ricostruirle nello stesso posto? ciò che conta è che gli sfollati abbiano una nuova casa magari anche a qualche km di distanza da dove era prima magari in un luogo più sicuro.
In Friuli le case se le sono ricostruite loro con sudore e fatica senza aspettare il governo, giusto aiutare ma aiutare significa garantire i servizi essenziali non correre dietro a (se pur legittimi) desideri irrealizzabili, coi piedi per terra si risolve tutto sognando si rischia di avere dei brutti risvegli.

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