Paura per il freddo ad Amatrice. L'antico vizio pubblico e privato "la colpa e' sempre altrui"

. Cronaca

Con il freddo delle notti serpeggia lo sconforto nelle tendopoli di Amatrice, mentre la Protezione civile non e' ancora in grado di dare risposte certe sul futuro. Tra un decina di giorni le temperature scenderanno di diverse gradi e le notti cominceranno ad essere geliate. Per non parlare del freddo che farà a novembre e dicembre. Tra le ipotesi c'e' quella di lasciare gli sfollati nelle tende almeno per tutto settembre per poi pensare a soluzioni cuscinetto in attesa di fornire loro le prime piccole abitazioni in legno. Ma su tutto c'e' ancora molta confusione con gli ordini dall'alto non ancora chiari. Naturalmente il malumore dei terremotati cresce ed ha come unico responsabile lo Stato. Ci dovrebbe pensare il Comune o lo Stato, con il pensiero rivolto sempre rivolto a qualcuno o qualcosa di indefinito e lontano. Ma non basta, anche se paghi le tasse. E' vero lo Stato spesso illude e poi scarica tutte le colpe sugli altri Stati o meglio sugli altri governi che lo hanno preceduto. Ma uno Stato e' sempre collegato da un filo comune con quelli precedenti e le forze politiche in maggioranza o all'opposizione (quindi con un ruolo attivo e di controllo) sono sempre le stesse. Ora governa la sinistra, che in Italia negli ultimi vent'anni con Prodi e' stata a palazzo Chigi tanto quanto, o forse qualcosa di più, di Berlusconi. E' inutile scaricare le colpe, che sono di tutti, sugli altri. La prevenzione e' mancata clamorosamente. Ora in qualche modo lo Stato vorrebbe scaricare parte delle colpe sugli stessi cittadini e sui loro amministratori, che non si sono attivamente preoccupati della sicurezza. Arrivano così le inchieste su un dossier riservato, con certificati falsi per ristrutturare chiese e caserme. Viene pure sequestrata la scuola di Amatrice. E' anche vero che in numerose parti d'Italia molti cittadini hanno usato lo Stato come alibi per non assumersi le proprie responsabilità, accusandolo genericamente di avere loro tolto certezze e sicurezza. Non si può sconfiggere un terremoto, ma qualcosa per ridurre il sangue e il male si può. Delegare tutto allo Stato e nel contempo contestarlo non appare saggio ne' produttivo. Quante case sono state ristrutturate consapevolmente in modo sbagliato per risparmiare e quanti abusivismi sono stati compiuti contro la sicurezza per garantirsi qualche metro quadrato in più? Poi ci sono le seconde case, quelle dei nonni e dei padri, alle quali si e' si' affezionati, ma per le quali non ci sono ne' tempo, ne' voglia e tantomeno soldi per curarle. Siamo noi i primi che dovremmo curarci della nostra sicurezza. Agendo di conseguenza e pretendendo che lo Stato faccia altrettanto senza perdersi in torbidi sospetti che non fanno che provocare un doppio inganno. Sarebbe opportuno guardarsi in faccia e riconoscere che siamo un popolo che punta sempre il dito contro altri. Non e' mai un problema tuo e la colpa e' sempre degli altri.  

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