Addio Ciampi, il presidente che riscopri' il Tricolore e per primo parlo' di "pacificazione nazionale"

. Cronaca

E' morto Carlo Azeglio Ciampi, decimo Presidente della Repubblica, dal 1999 al 2006. In precedenza era stato governatore della Banca d'Italia, dal 1979 al 1993. Poi presidente del Consiglio di un governo tecnico e ministro del Tesoro dei governi D'Alema e Prodi. Fu eletto presidente alla prima votazione, raccogliendo i voti sia del centrodestra che del centrosinistra, con 707 voti su 1010 aventi diritto. Per questo fin dall'inizio del suo mandato si senti' a pieno titolo il presidente di tutti gli italiani. E' stato anche il primo premier ed il primo capo dello Stato non parlamentare nella storia della Repubblica. Fu la moglie Franca a convincerlo a fare il concorso alla Banca d'Italia dove rimase per ben 47 anni, arrivando alla carica di governatore.La politica lo interessava, ma non troppo. Dopo la militanza nel partito d'Azione, rimase ai bordi del campo. Fino a che nel 93 non divenne premier, in uno dei momenti più bui della storia d'Italia, dando una nuova rispettabilità internazionale al paese, sconvolto da Tangentopoli e dalle bombe. Livornese purosangue, amava molto la sua citta', fino quasi (come scriveva il giornalista Emiliano Liuzzi) a assomigliarle "dura e allo stesso tempo schietta come il vento di libeccio".  Lui fece del rispetto della "dignità umana" il suo credo e fece riscoprire agli italiani il Tricolore. Ad un certo punto cominciarono a sventolare sui balconi di tutta Italia le bandiere tricolore. Prima due o tre, poi sempre di più, fino a creare una sinfonia di ritrovato orgoglio nazionale. Ed il suo desiderio di vedere un'Italia unita così' come era stato unitario il voto che lo aveva portato al Quirinale, lo spinse per primo dall'alto della sua carica istituzionale, il 14 ottobre a Lizzano Belvedere, lui che aveva rifiutato di aderire alla Repubblica sociale entrando nel partito d'Azione, a "riabilitare" moralmente i repubblichini, pur nella distinzione di chi era dalla parte giusta e chi da quella sbagliata. "Pur combattendo dalla parte sbagliata anche i fascisti repubblichini erano animati da un sentimento dell'unita di patria e percio' meritano onore al pari dei partigiani. Dopo cinquant'anni e' giunta l'ora della pacificazione in nome dell'unita della patria", queste le sue parole che all'epoca provocarono molte polemiche. Come Pertini anche Ciampi ha assistito ad una finale dell'Italia per gli europei del 2000, pur non avendo la stessa soddisfazione di Pertini di vedere trionfare gli azzurri come campioni del mondo. Fu schietto europeisti ed uno dei maggiori fautori dell'entrata nell'euro dell'Italia. " Viva la Repubblica, viva l'Unione Europea, viva l'Italia", furono le sue prime parole da presidente. Il suo testamento morale si può riassume in poche significative parole: "Credo nella dignità delle persone e nell'etica delle istituzioni". Si e' spento in una clinica romana a 95 anni. Era nato a Livorno il 9 dicembre del 1920. La camera ardente e' stata allestita al Senato. Per sua volontà niente funerali di Stato  ma semplici esequie in forma privata.

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