Fabrizio Corona di nuovo in cella. Per i Pm è suo il 'tesoretto' di 1,7 mln scovato in casa della segretaria

. Cronaca

La libertà l'ha assaporata per poco più  un anno: stamattina l'ex-re dei paparazzi, il fotografo dei Vip Fabrizio Corona, noto alle cronache rosa per le sue relazioni con Nina Moric e Belen Rodrigez (e alle cronache giudiziarie per varie condanne, una per estorsione), è tornato in cella a San Vittore. Lo hanno arrestato gli uomini della mobile su ordine del gip di Milano Guidi in relazione al milione e settecentomila euro scoperti in un controsoffitto in casa di una sua collaboratrice. L’accusa è di intestazione fittizia di beni perché, secondo i pm Ilda Boccassini e Alessandra Dolci, quei soldi sono dello stesso Corona e non della sua collaboratrice, Francesca Persi, anche lei arrestata per concorso. Il denaro è stato trovato nel corso di una perquisizione il 7 settembre scorso dalla GdF: il 'tesoro' sarebbe il frutto, come avrebbe ammesso lo stesso Corona, degli emolumenti percepiti in nero per sue partecipazioni a serate in locali e discoteche. Ma gli inquirenti sono a caccia di un altro tesoretto, all'incirca di un milione-un milione e mezzo di euro che Corona potrebbe aver nascosto in Austria. Proprio nelle ore del suo arresto il giudice di sorveglianza Di Rosa aveva sospeso l’affidamento in prova ai servizi sociali, che Corona aveva ottenuto il 18 giugno 2015. Corona, scarcerato nel giugno 2015 dopo due anni e mezzo di detenzione, quasi un anno fa, dopo l'affidamento alla comunità di Don Mazzi, era tornato a casa sua a Milano perché aveva ottenuto l'affidamento in prova "sul territorio". Nei giorni scorsi, a seguito della decisione del gip sulla continuazione di alcuni reati, il cumulo pena residuo per l'ex-re dei paparazzi era stato ricalcolato in 5 anni e 1 mese (sotto i 6 anni che lo avrebbero fatto tornare in carcere), consentendogli dunque di proseguire nell'affidamento. Il procuratore aggiunto della Dda Ilda Boccassini che ha chiesto e ottenuto l'arresto di Fabrizio Corona ha contestato al fotografo la "professionalità nel reato", prevista nell'articolo 105 codice penale.

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