Il Papa sorprende "Migranti e rifugiati cose diverse", "accogliere solo chi si può integrare"

. Cronaca

Il Papa "rivoluzionario" dopo avere cercato di mettere una pietra sopra la guerra dei trent'anni del seicento che insanguino' l'Europa, con la lotta tra protestanti e cattolici, affermando "Ripariamo ai malintesi" e scatenando molte polemiche nello stesso mondo cattolico, di ritorno dalla sua visita in Svezia, per la prima volta, si fa più prudente sulla migrazione di massa, che sta diventando sempre di più un vero e proprio esodo, incontrollato ed incontrollabile. "Si deve distinguere tra migrante e rifugiato. Il migrante deve essere trattato secondo certe regole, migrare e' un diritto, ma un diritto non regolato. Invece un rifugiato viene da una situazione di guerra, fame, angoscia terribile. Un rifugiato ha bisogno di più cura, di più lavoro, ed anche in questo la Svezia ha sempre dato un esempio (ndr. ora la Svezia e' uno dei quei paesi che non vogliono rispettare le quote di migranti che gli riserva l'Europa, aggravando la situazione in Italia). Fare imparare la lingua, integrare la cultura", le parole di Francesco sull'aereo che lo sta riportando a Roma dalle sponde del Baltico. Francesco continua nella sua disamina: "Non dobbiamo spaventarci per l'integrazione delle culture, perché l'Europa e' stata fatta con un'integrazione continua delle culture, di tante culture". Cosa penso dei paesi che chiudono le frontiere? "Credo che in teoria non si possa chiudere il cuore ad un rifugiato. Ma c'e' anche la prudenza dei governanti che credo debbano essere molto aperti nel riceverli, ma anche nel fare un calcolo di come poterli sistemare". Ancora: "Perché un rifugiato (ndr parla solo di rifugiati) non lo si deve ricevere se non lo si può' integrare". Parole esplosive quelle del Pontefice, che in pratica rivede drasticamente la sua posizione sull'accoglienza, sposando le tesi di chi vuole ricevere si' ma solo nel limite delle possibilità. Il Papa poi spiega: "Qual'e' il pericolo? Quando un rifugiato o un migrante non e' integrato, si ghettizza, entra in ghetto, e una cultura che non si sviluppa in rapporto con un'altra cultura entra in conflitto, e questo e' pericoloso".  Infine. "Credo che il consigliere più cattivo dei paesi che tendono a chiudere le frontiere sia la paura. Ed il consigliere più buono la prudenza". 

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Commenti

0 # gil upnatistim 2016-11-01 22:35
E meno male che lo hai detto caro Francesco. Sono 2 anni che te lo scrivo.

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