Gli 'amanti diabolici' e le 4 morti sospette in corsia: "Se vuoi uccido anche i bambini..." diceva lei per compiacerlo

. Cronaca

Lui medico anestesista, lei infermiera nello stesso ospedale, a Saronno. Amanti, 'amanti diabolici' accusati di omicidio volontario dalla procura di Busto Arsizio e arrestati oggi dai carabinieri in un'operazione non a caso denominata 'Angeli e demoni' per quattro morti sospette - tutti malati anziani ai quali sarebbe stato iniettato un cocktail di farmaci capaci di provocarne il decesso - avvenute nel pronto soccorso di quell'ospedale e per il presunto omicidio del marito di lei, deceduto non in ospedale. Lui è Leonardo Cazzaniga, anestesista di 60 anni - diceva di essere e voleva che lo chiamassero, secondo le testimonianze di alcuni infermieri,"l'angelo della morte" - è accusato dell'omicidio di quattro anziani pazienti tra il 2012 e il 2013 e, nel giugno del 2013, di aver provocato la morte del marito dell'amante, l'infermiera di 40 anni Laura Taroni, anche lei finita in carcere con la stessa accusa. Al pover'uomo i due avevano fatto credere che avesse il diabete e in base a questa 'diagnosi' gli avevano somministrato farmaci incongrui e capaci di debilitarlo fino al punto di portarlo alla morte. Una coppia davvero diabolica in cui lei manifestava la volontà di compiacere il delirio dell'amante, il 'dottor morte', come dimostrano alcune inquietanti intercettazioni: "Se vuoi uccido anche i bambini" diceva Laura (i suoi due figli, ndr). "No, i bambini no" rispondeva lui. Ma lei insisteva: "Se vuoi, li uccido, anche loro...". E poi ancora progetti di morte relativi a rispettivi familiari. Ai quattro anziani malati deceduti al pronto soccorso dell'ospedale di Saronno l'anestesista e la sua amante-complice (avrebbero somministrato "dosi letali di farmaci per via endovenosa, in sovradosaggio e in rapida successione", secondo un modus operandi che lo stesso anestesista avea battezzato il ''protocollo Cazzaniga', in un delirio di onnipotenza che lo portava a credere di poter decidere lui chi doveva morire e chi  no, magari pensando di accorciare le sofferenze dei ricoverati. I farmaci usati, spiega nel dettaglio la Procura in una nota, erano "clorpromazina, midazolam, morfina, propofol e promazina" .L'operazione dei carabinieri ha portato, oltre all'arresto dei due amanti accusati di omicidio, all'emissione di quattordici avvisi d garanzia, tutte persone indagate perché, pur avendo ricevuto segnalazioni su episodi sospetti da altri sanitari della struttura, non si sarebbero attivati con la necessaria diligenza per accertare le responsabilità. Quattordici, di cui 11 medici, tra i quali ci sono il primario del pronto soccorso di Saronno e due direttori sanitari, l’attuale e il suo predecessore. Gli indagati sono accusati a vario titolo di omessa denuncia e favoreggiamento personale, falso ideologico per aver certificato false patologie per convincere una delle vittime di una malattia inesistente.

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi