Polveriera Italia, la "bomba migranti" può esplodere. Cittadini infuriati, profughi trattati come bestie.

. Cronaca

I segnali sono tanti e preoccupanti. E si stanno intensificando. L'Italia pare una polveriera pronta ad esplodere, basta una scintilla come in Veneto dove e' scoppiata la guerriglia dei migranti. Il caso del campo Cona e' solo l'ultimo, la tensione in tutto il paese e' ormai alle stelle. Rabbia, frustrazione, violenza, sono li', pronte ad esplodere ad ogni momento. Polveriera Italia, in Veneto, m anche in Lombardia, nel Lazio, in Sicilia ed in Toscana. Scoppiano risse, sassaiole contro le forze dell'ordine, contro i cittadini, rivolte per strada. Il problema principale rimane quello degli arrivi, fuori da ogni controllo. Che sono destinati ad aumentare il caos. Infatti il collasso dei centri di accoglienza e' la miccia che rischia di fare salare tutto e di sfociare in violenza incontrollabile. Il governo cerca di porre un argine a questa drammatica situazione. C'e da chiedersi perché non l'abbia fatto prima. E' scattato il piano anti-rivolta. Dopo i disordini in Emilia ed n Veneto, l'equa distribuzione dei migranti sul territorio, proporzionale al numero dei risedenti, e' già stata annunciata ai prefetti. Si annunciano dinieghi da parte dei sindaci. Per questo i prefetti sono chiamati ad un difficile dialogo con gli enti locali. I centri di accoglienza hanno dimostrato tutte le loro falle, con l'aggravante di favorire il business piuttosto che pensare alla pura accoglienza. In arrivo anche pattuglie contro i clandestini (difficile pero' riconoscerli dai rifugiati). E il nuovo ministro dell'Interno, Marco Minniti, vola in Tunisia per concordare rimpatri veloci. Ma la colpa e' solo dei migranti? A Cona stipati con otto letti in uno stanzino. E c'e' chi ci guadagna. Certo che i migranti si sono messi dalla parte del torto, scatenando disordini, dopo la morte della giovane ivoriana. La violenza non ha mai ragione. Difficile pero' per loro, che sognavano la terra promessa, tenere i nervi saldi, vivendo così, in tendoni, ammucchiati e malamente riscaldati. Col gelo che morde le orecchie. L'erba che scricchiola sotto le scarpe, per quelli che le hanno. Ammassati come bestiame. In 1300 dove dovrebbero stare al massimo duecento. Il vero ed unico rimedio sarebbe solo di fare arrivare quelli che si possono ospitare. Altrimenti meglio studiare regole severe per non farli nemmeno partire se non in una sorta di "numero chiuso". Con controlli efficaci alla fonte. E non ci venissero a dire che non sono controlli possibili. Con tante guerre fatte per pura sete di dominio, sarà pur possibile per una forza internazionale andare (anche con la forza, se necessario) a pattugliare le coste dell'altra sponda del Mediterraneo, per un'azione con intenti pacifici. Impedire attraversate che spesso di concludono con una tragica fine in mare e non fare partire dei disperati (ai quali tra l'altro si mescolano terroristi) che invece della terra promessa si trovano poi ad essere trattati come bestie, laddove attraccano. E questo risparmierebbe anche i cittadini italiani ed europei da una marea di problemi, a partire da quello principale della sicurezza. Perché si sa, e' quasi inevitabile, quando si ha fame e non si trova un  lavoro, e' facile finire per delinquere. 

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