Più poteri ai sindaci per la sicurezza in città, arriva il 'daspo urbano'

. Cronaca

Più poteri i sindaci per la sicurezza nelle città: nei confronti di chi reiteratamente viola le regole potranno ordinare anche il 'daspo urbano', sull'esempio di quanto già avviene per i tifosi violenti ai quali viene impedito l'accesso agli stadi. Lo ha deciso il governo varando un decreto sulla sicurezza nelle città che assegna nuovi compiti e nuovi poteri 'autonomi' ai primi cittadini. La misura era stata sollecitata proprio dall'Anci. "Non ci sono nuovi reati né aggravanti di pena ma misure come la possibilità di applicare in modo più ampio quello che si applica nelle manifestazioni sportive" ha spiegato il ministro degli Interni Minniti. "Davanti a reiterate violenze sportive c'è il daspo, di fronte a reiterati elementi di violazione di alcune regole sul controllo del territorio le autorità possono proporre il divieto di frequentare il territorio in cui sono state violate le regole". "Un esempio? Se una persona già condannata per spaccio continua a frequentare una determinata piazza o un certo locale, gli potrà essere impedito di continuare a farlo con un provvedimento ad hoc". Sindaci soddisfatti: "Da oggi abbiamo un'arma in più per garantire la sicurezza dei cittadini" ha commentato il presidente del'Anci Antonio Decaro.  Il consiglio dei ministri ha approvato sempre oggi anche un decreto sull'immigrazione (asilo più veloce, rimpatri più facili) che dovrebbe portare il paese verso un nuovo modello di accoglienza: "l'Italia ha fatto grande sforzo, siamo orgogliosi, ora il paese va più orientato verso un'accoglienza diffusa, perciò abbiamo fatto un patto con l'Anci e si lavora per avere in tempi ragionevoli una progressiva diminuzione dei grandi centri d'accoglienza" ha detto Minniti. Il premier Paolo Gentiloni ha poi spiegato che il governo rende "più rapidi i processi di concessione del diritto d'asilo ai rifugiati, più trasparenti i meccanismi di accoglienza facilitando con diverse misure i meccanismi necessari per i rimpatri". 

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