Emanuele massacrato ad Alatri, ora Orlando ordina "accertamenti" su quella scarcerazione...

. Cronaca

C'è voluta l'onda dell'indignazione popolare - e non solo ad Alatri - per quel giovane, Emanuele Morganti, 20 anni, massacrato venerdì scorso in un pestaggio al quale ha partecipato anche un pregiudicato appena uscito di galera, per spingere il Csm e il ministro della Giustizia a muoversi. Il Guardasigilli ha promesso "accertamenti" - per capire perchè un giudice del Tribunale di Roma, la mattina del giorno del pestaggio, abbia lasciato a piede libero Mario Castagnacci che era stato arrestato qualche ora prima dalle forze dell'ordine dopo essere stato trovato in possesso di numerose dosi di cocaina. Appena rilasciato, Castellacci - ora in carcere a Regina Coeli indiziato di omicidio volontario insieme al fratellastro Paolo Palmisani - ha deciso di 'festeggiare' lo scampato pericolo con una serata in discoteca ad Alatri dove - dicono gli inquirenti - intendeva imporsi per "marcare il territorio" forse proprio nello spaccio della droga. Un'intenzione messa in atto subito, che è iniziata col litigio con Emanuele all'interno della discoteca - per una precedenza nell'ordinare una consumazione o per qualche apprezzamento di troppo verso la fidanzata del giovane - ed è finita con quel pestaggio reiterato, un vero e proprio massacro, durato almeno quindici minuti, con Emanuele finito con un colpo alla testa sferrato, sembra, con uno 'svitabulloni' d'acciaio. Oggi il gip del Tribunale di Roma ha convalidato il fermo di Mario Castagnacci e Paolo Palmisani per quell'omicidio: i due, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere (ma sembra che Castagnacci si difenda sostenendo di aver solo assistito e non partecipato al pestaggio di Emanuele), restano in isolamento per proteggerli dagli altri detenuti. Ora su quella poco comprensibile scarcerazione si muove qualcosa, sia pure tardivamente: il consigliere laico del Csm Pierantonio Zanettin ha infatti chiesto l'apertura di una pratica sul giudice del tribunale di Roma che venerdì mattina ha disposto la liberazione del ragazzo nonostante fosse stato fermato il giorno prima perché in possesso di numerose dosi di droga in un appartamento al Pigneto e fosse recidivo. E il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha detto di aver predisposto "accertamenti per verificare se ci sono i presupposti per l'invio degli ispettori, come si fa sempre quando c'è un elemento di presunta abnormità". Bisogna "verificare - ha aggiunto - se ci sono state delle enormità nella valutazione del caso da parte del giudice". L'ispezione ministeriale, ancora non disposta da Orlando, è stata sollecitata anche da Lega Nord e Forza Italia.

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