Migranti, il dossier che accusa le Ong: "Chiamate dirette ai barconi"

. Cronaca

"Nel 90% dei salvataggi eseguiti dalle navi delle Ong (Organizzazioni non governative), le imbarcazioni coinvolte sono state individuate direttamente dalle Ong e soltanto in seguito e' stata data comunicazione  al centro operativo della guardia costiera a Roma". Sarebbe questa la principale accusa contenuta nel rapporto di Frontex (Organismo dell'Unione europea) su cui sta indagando la procura di Catania. Documento che e' stato pubblicato dal Corriere e dal Messaggero. Secondo il Corriere si tratta di 20 pagine allegate al dossier principale, che si concentra sull'attività svolta nel Mediterraneo da otto navi private. E siccome appare strano che arrivino sempre puntualmente queste navi all'appuntamento con i migranti spesso ancora in acque libiche, i sospetti appaiono ben fondati. Non si tratta propriamente di un fazzoletto di mare ma di un'area molto ampia. Ma le navi delle Ong sono sempre li' quando serve. "Sono i trafficanti che operano in Libia e la Guardia costiera operativa nell'aerea di Sabrata e di Az Zawiya a contattare direttamente le navi delle Ong che operano vicino alle acque territoriali libiche". Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha anche lamentato che non ci siano i fondi per le intercettazioni telefoniche necessarie all'inchiesta. Certo e' strano che per intercettare babbo Renzi e Berlusconi si spendono milioni di euro, ma per un dramma che coinvolge migliaia di persone oltre a tutti degli italiani mancano le risorse. Oltretutto se le accuse fossero vere ci sarebbe un vero e proprio business con un giro di soldi paragonabile solo al traffico di droga. Le associazioni da parte loro respingono come "infamie" le contestazioni loro mosse da Frontex specificando di avere come unico obiettivo "il salvataggio delle vite umane".  Ma e' proprio su questo che si stanno concentrando le verifiche disposte dal magistrato.

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