I migranti devono conformarsi ai nostri valori, Cassazione dixit

. Cronaca

I migranti devono conformarsi ai nostri valori. In piena emergenza immigrazione con i mille problemi di carattere sociale ed economico legati all'accoglienza di decine di migliaia di migranti, economici o profughi, è arrivata una sentenza della Cassazione che mette un punto fermo su diritti e doveri di chi sbarca nel nostro paese. Ad avviso dei supremi giudici, in una società multietnica, "è essenziale l’obbligo per l’immigrato di conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale, in cui ha liberamente scelto di inserirsi, e di verificare preventivamente la compatibilità dei propri comportamenti con i principi che la regolano e quindi della liceità di essi in relazione all’ordinamento giuridico che la disciplina". Il verdetto aggiunge che "la decisione di stabilirsi in una società in cui è noto, e si ha la consapevolezza, che i valori di riferimento sono diversi da quella di provenienza, ne impone il rispetto e non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante". Stabilisce così la sentenza con cui la prima sezione penale della Cassazione ha respinto il ricorso di un indiano sikh contro la condanna a 2 mila euro di ammenda per aver portato fuori di casa, senza un motivo giustificato, un coltello lungo 18,5 cm, comportamento conforme - secondo l’uomo - ai precetti della sua religione. L'uomo era stato condannato a pagare dal Tribunale di Mantova nel 2015: nel marzo del 2013 era stato sorpreso a Goito (Mn), dove c’è una grande comunità sikh, mentre usciva di casa armato di un coltello lungo quasi venti centimetri. L’indiano aveva sostenuto che il coltello (kirpan), come il turbante "era un simbolo della religione" e il portarlo con sè costituiva un adempimento del dovere religioso. La Procura della Suprema corte gli aveva dato ragione chiedendo l'annullamento della multa, i giudici no.

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Ad avviso della Prima sezione penale della Suprema Corte, invece, «

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