L'addio di Totti, i 70.000 dell'Olimpico piangono con lui. "Ora si spegne la luce e ho paura"

. Cronaca

Dopo 25 anni in maglia giallorossa l'addio annunciato di Francesco Totti in un Olimpico che ha pianto insieme a lui. Un addio annunciato ma non per questo meno malinconico e struggente ("Ora si spegne la luce e ho paura"). E' stata toccante la cerimonia di saluto dell'idolo romanista al suo pubblico al termine della partita con il Genoa che, con una vittoria sofferta, ha assicurato alla Roma l'accesso diretto alla Champions rintuzzando così gli ultimi tentativi del Napoli di insidiare alla squadra di Spalletti il secondo posto in campionato. L'ovazione che ha accompagnato l'ingresso in campo del capitano giallorosso al 9' della ripresa è stata  poco cosa in confronto a quelle che hanno scandito l'ora di festa in un Olimpico ribollente dedicata interamente al numero10 al termine del match: ovazioni, applausi, ma anche lacrime e tanta mestizia - in Totti per primo - mentre il capitano della Roma accompagnato dalla moglie Ilary e dai tre figli faceva il giro del campo, a passo lento, piangendo, in un paio di occasioni coprendosi il volto con le mani. E con lui hanno pianto i 70.00 dell'Olimpico, vip e semplici tifosi, tutti i compagni di squadra a partire da De Rossi e Florenzi . Fischi invece per Spalletti, all'inizio della partita, e per il presidente Pallotta 'rei, per la tifoseria romanista, di aver maltrattato Totti o comunque di non aver saputo gestire quest'ultima fase del quarantenne campione. E "Un solo capitano", scritto su migliaia di magliette, urlato a squarciagola ha dato l'idea dell'amore sconfinato, senza se e senza ma, del popolo romanista per il suo idolo. Lacrime e applausi hanno fatto da cornice ad un evento che ha saputo esprimere tutto l'amore che i tifosi giallorossi (non solo loro ma tutti quelli che amano il calcio) hanno nutrito, nutrono e senza dubbio nutriranno ancora per il 'Pupone', per l'atleta soprannominato l'ottavo Re di roma, il più grande calciatore che abbia mai indossato la maglia giallorossa e uno dei più grandi calciatori italiani. Soffocate le lacrime, Totti al centro del campo ha potuto infine leggere una lettera, il suo atto d'amore verso i tifosi (conoscendolo, l'impresa più difficile per lui...): semplice, vera, commovente:. "Ci siamo: purtroppo è arrivato il momento che avrei voluto non arrivasse mai" ha cominciato interrotto subito dal boato dell'Olimpico. "Da giorni leggo tante cose su di me, tutte bellissime: e ho pianto tutte le volte, sono giorni che piango, da solo.." ha proseguito. "Lo so, e' tardi, volete andare a casa... Ma o starei qui altri 25 anni": altro boato. Poi più serio:"Sapete qual'era il mio giocattolo preferito? Il pallone, e lo è ancora ma a un certo punto della vita si diventa grandi. Così mi hanno detto e il tempo ha deciso. Maledetto tempo... E' lo stesso tempo che il 17 giugno 2001 (Roma-Parma giorno dello scudetto romanista, ndr) avremmo voluto passasse in fretta. Non vedevamo l'ora di sentire l'arbitro fischiare tre volte. Oggi questo tempo mi ha bussato sulle spalle e mi ha detto 'domani sarai grande', levati gli scarpini perché da oggi sei un uomo e non potrai sentire l'odore dell'erba così da vicino, il sole in faccia, l'adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare...". "Scusate se negli ultimi giorni non ho parlato molto, non ho rilasciato interviste e non ho chiarito il mio pensiero. Mi levo la maglia per l'ultima volta - urlato il 'Nooo' dai 70.000 - e la ripiego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai". "Scusatemi - ha concluso - se in questo periodo non ho chiarito i miei pensieri ma spegnere la luce non è facile, adesso ho paura, non è la stessa cosa che si prova davanti alla porta. Concedetemi un po' di paura, stavolta sono io ad aver bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Solo con il vostro affetto riuscirò a buttarmi in una nuova avventura".

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi