Gli stupri di Rimini, tutto il branco in manette. Il 'capo' arrestato da due donne poliziotto

. Cronaca

Tutto il branco accusato dei due stupri di Rimini della settimana scorsa è in manette. L'ultimo ad esser preso, il presunto capobanda, è un congolese di 20 anni, Guerlin Butungu, in Italia dal 2015 con un permesso umanitario in quanto richiedente asilo politico. Lavorava per una cooperativa sociale di Cagli, nel Pesarese, ed è stato arrestato stanotte alla stazione di Rimini da due donne poliziotto sul treno che da Pesaro - dove era sfuggito per una prima volta alla cattura poche ore prima -  doveva portarlo a Milano e poi forse oltreconfine. La polizia ha seguito le tracce del suo cellulare dal capoluogo marchigiano e quando il convoglio si è fermato a Rimini ha proceduto all'arresto. Butungu aveva con sè un coltello. Secondo i responsabili della cooperativa finora non aveva dato segni di un'indole negativa ma qualcuno aveva notato da qualche tempo che il ragazzo sfoggiava abiti costosi senza fornire adeguate spiegazioni per questa sua disponibilità di denaro. Ieri, dopo che si erano costituiti dai carabinieri i due fratelli marocchini di 15 e 17 anni (autoaccusandosi: "Siamo stati noi") era stato arrestato il terzo componente il branco, un nigeriano di 17 anni. "L'arresto di questa mattina è stato una doppia soddisfazione perché a mettere le manette al quarto uomo sono state due donne. Un gesto simbolico che ha reso giustizia alle vittime delle violenze" ha detto il questore di Rimini Maurizio Improta.

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