Violenza su ragazze americane, indagati i due carabinieri. Interviene anche il Dipartimento di Stato

. Cronaca

E' intervenuto anche il Dipartimento di Stato sul caso delle due ragazze americane di 20 anni che hanno accusato due carabinieri di averle violentate la notte tra il 5 e il 6 agosto a Firenze dopo averle accompagnate a casa a bordo dell'auto di servizio. Le due ragazze erano reduci da una serata passata in discoteca in piazzale Michelangelo. Avevano bevuto e una di loro aveva anche  fatto uso di cannabis. I militari erano intervenuti davanti alla discoteca dopo un chiamata al 112 per sedare una rissa. Ma al loro arrivo di risse non vi  era traccia. Le due ragazze, un pò barcollanti, sarebbero state fatte salire allora sulla gazzella per essere riaccompagnate a casa, in via Tornabuoni. Lì, secondo la denuncia presentata in Questura, la doppia violenza sessuale. L'accusa riguarda carabinieri in divisa, militari appartenenti ad un'Arma che fa della legalità e della giustizia la sua bandiera da sempre. E la vicenda, in attesa di tutti i riscontri sulla denuncia delle due giovani studentesse e delle decisioni della magistratura - che avrebbe già indagato i due carabinieri rapidamente identificati - rischia di andare ben oltre il fatto di cronaca di una pur gravissima vicenda relativa ad una violenza sessuale su due donne: Firenze è meta di centinaia di migliaia di turisti ogni anno e tra questi tanti sono cittadini americani. E Washington ha alzato le antenne, si è mosso il console generale Usa a Firenze che ha fatto la spola tra comando dei carabinieri nel capoluogo toscano e il comune, si è mosso anche il Dipartimento di Stato pur non entrando nel merito dell'attribuzione delle responsabilità, men che meno verso i due militari accusati almeno fino a quando non si concluderanno le indagini, ma facendo capire che il caso verrà seguito con attenzione al massimo livello diplomatico: "Prendiamo queste accuse molto seriamente" ha detto infatti all'Ansa un portavoce del Dipartimento interpellato sul caso "I nostri uffici all'estero sono sempre pronti ad assistere cittadini Usa vittime di crimini che cercano assistenza dalle nostre ambasciate e dai nostri consolati" ha aggiunto il portavoce che non ha voluto fare ulteriori commenti "per la natura sensibile di questo caso e per proteggere la privacy delle persone coinvolte".



©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA




Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi