Macerata: l'appello di Mattarella, la condanna della Ue e quell'"allarmante solidarietà" per il nazi-pistolero...

. Cronaca

"L'Italia ha bisogno di sentirsi comunità, senza diffidenza. La mancanza di senso di comunità porta a diffidenza, intolleranza e a volte alla violenza": così, riferendosi indirettamente ai fatti di Macerata, è intervenuto sulla vicenda il capo dello Stato Sergio Mattarella. Un monito, un appello agli italiani per una convivenza che bandisca l'intolleranza, cui ha fatto eco da Bruxelles la condanna per quella sparatoria da parte del vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, secondo il quale si è trattato di "un attacco volontario ai nostri valori fondamentali, un tentativo di distruggere il tessuto che ci lega come europei". "E' nostro dovere condannare questa violenza e la spregevole ideologia alla base. Sei persone - ha aggiunto - sono state bersaglio di una sparatoria a causa del colore della loro pelle. Vittime innocenti di una violenza causata da razzismo e xenofobia odiosi". Ma, mentre le forze politiche si confrontano dilaniandosi sulle responsabilità di chi ha favorito un'immigrazione incontrollata e su chi sta cavalcando la rabbia degli italiani che, a torto o a ragione, si sentono insicuri - oggi Di Maio e Renzi hanno attaccato quasi con le stesse parole Berlusconi che vorrebbe cacciare 600.000 immigrati irregolari - fanno scalpore e devono far riflettere le parole dell'avvocato di Luca Traini, il nazi-pistolero di Macerata accusato di strage con finalità di matrice razziale. "Politicamente c'è un problema" dice il legale, Giancarlo Giulianelli. "Mi ferma la gente a Macerata per darmi messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. E' allarmante - aggiunge - ma ci dà la misura di quello che sta succedendo". Per il legale, che definisce il raid xenofobo del suo assistito "un'azione scellerata", la vicinanza espressa da cittadini è il segnale di un fallimento della classe politica."Destra, sinistra, centro, come ha trattato il problema dei migranti? Se questo è il risultato - spiega - Luca è la punta di un iceberg, la più eclatante e da condannare, ma la base è molto più vasta. Ci sono persone, e non è neanche un fatto di razzismo, che non condividono il modo di gestire i migranti. La politica non ha dato una risposta al problema - ha concluso Giulianelli - la destra l'ha strumentalizzato, la sinistra l'ha ignorato e sottovalutato. Se nel formicaio ci metti altre formiche, scoppia e poi può succedere questo...".

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Intanto il bilancio della folle sparatoria di Traini si definisce e sono 11 i migranti vittime della caccia al

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