Migranti in balia delle onde sulle navi delle Ong e alla fine Salvini dà il permesso per l'attracco

. Cronaca

Sbarcheranno sabato a Reggio Calabria i circa 230 migranti tratti in salvo dall'imbarcazione della ong tedesca, Sea Watch, respinti da Malta. La nave si trova da quattro giorni sballottata nelle acque in tempesta del Mediterraneo, con il suo carico di esseri umani ormai allo stremo: "A causa del maltempo - si legge in un post su Facebook - la nave ondeggia di 40 gradi in entrambe le direzioni. La maggior parte dei nostri ospiti ha il mal di mare", con un forte rischio disidratazione. Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha dovuto concedere il via libera allo sbarco, ma ha denunciato: "C'è un preciso disegno al limite della acque territoriali della Libia di fungere da taxi" e "non è dal regolamento" per le Ong voluto dal suo predecessore Minniti che, secondo il leader della Lega, "passa la soluzione del problema: alcune fanno volontariato, altre fanno affari". Una rasoiata che non è piaciuta al presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, che al termine di un in contro con una delegazione di Medici senza frontiere, ha detto: "Chi fa solidarietà ha tutto il supporto dello Stato. Lo Stato deve essere vicino a chi soffre, ai più deboli. La loro ricerca di dignità è la mia ricerca della dignità, anche nel Mediterraneo vanno supportate le persone e le organizzazioni che aiutano gli altri". Il mare mosso ha messo in difficoltà anche una seconda imbarcazione umanitaria tedesca, la Seefuchs di Sea-Eye, con 120 persone a bordo soccorsa - sempre su indicazione di Roma - da un mercantile e da una nave della Guardia Costiera italiana. Gli strali di Salvini non hanno risparmiato La Valletta: "Non è possibile che Malta dica no a ogni richiesta di intervento. Il buon dio ha messo Malta più vicino all'Africa della Sicilia… Ci dicano gli amici maltesi quante navi hanno attraccato nei loro porti nel 2018, quante persone sono sbarcate, quante domande di asilo sono state esaminate e quante accolte. L’Italia vuole risolvere i problemi, non crearli". Parole dure anche per chi lo ha preceduto al Viminale: "Incontrerò Minniti a breve. Lo ringrazio per il pochino che ha fatto e non per il tanto che non si è fatto". Il vicepremier del governo giallo-verde rilancia poi il tema dei rischi per la sicurezza collegati agli sbarchi e si rivolge direttamente alla Nato: "Se siamo membri di un alleanza difensiva - scandisce - mi piacerebbe che questa alleanza ci aiutasse a difenderci non da pericoli presunti a Est, ma dai pericoli veri che sono a Sud" e sulla scia di una proposta austro-danese Salvini rilancia: occorre "spostare il confine al di là del Mediterraneo", creando dei centri sulle coste africane dove vengano identificate le persone e attivati i corridoi umanitari per chi ha diritto di essere accolto.

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