Migranti, ai domiciliari sindaco di Riace. Saviano "è stato autoritario"

. Cronaca

Vengono anche loro dal mare, ma non sono apprezzati come i famosi Bronzi. Anzi. E di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina è accusato Domenico 'Mimmo' Lucano, sindaco di Riace, il comune in provincia di Reggio Calabria, divenuto simbolo a livello mondiale di un sistema di accoglienza, definito proprio "Modello Riace". Convivenza, integrazione che hanno riportato in vita un paese ormai semideserto, ripopolandolo e rimettendo in moto l'economia locale. All'alba la Guardia di Finanza ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Locri, e Lucano è finito agli arresti domiciliari, mentre è stato disposto il divieto di dimora per la sua compagna, Tesfahun Lemlem. L'accusa è di aver organizzato matrimoni per consentire a donne straniere di restare in Italia e di illeciti nell'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti ad alcune cooperative. In alcune intercettazioni il primo cittadino di Riace rivendicava quelli che definiva gesti di disobbedienza civile: "Vado contro leggi balorde". Le sue scelte - che nel 2016 portarono la rivista Fortune a inserirlo nella classifica dei 50 leader più influenti al mondo - lo hanno posto nel mirino del vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che lo con un icastico: "Sei uno zero". Eloquente la presa di posizione del leader leghista alla notizia dei domiciliari: "Accidenti, chissà cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati! Io vado avanti". La risposta di Saviano, che ad agosto aveva visitato Riace per sostenere Lucano in sciopero della fame in favore dei migranti, non si è fatta attendere: il "governo attraverso questa inchiesta giudiziaria compie il primo atto verso la trasformazione definitiva dell'Italia da democrazia a stato autoritario. Con il placet di tutte le forze politiche. Nelle azioni di Mimmo non c'è mai finalità di lucro, ma disobbedienza civile. L'unica arma che abbiamo per difendere non solo i diritti degli immigrati, ma i diritti di tutti. Matteo Salvini, ha subito individuato in lui un nemico da abbattere". Duro nei confronti di Lucano anche sottosegretario grillino all'Interno, Carlo Sibilia: "Il governo del cambiamento ha dichiarato guerra al business dell'immigrazione. In primis operiamo una stretta doverosa sui controlli delle spese di danari pubblici".

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