Droga, processo a New York per "El Chapo" il più grande narcoboss al mondo

. Cronaca

Si apre a New York il processo al signore della droga il messicano Joaquin Guzman, 61 anni, meglio conosciuto con il nomignolo di "El Chapo" (il "piccoletto" per via dell'altezza, ma non della 'statura' criminale che può andare a braccetto con quella di Totò Riina, anche lui soprannominato "u curtu"), capo del micidiale e ricchissimo "cartello di Sinaloa", dall'omonimo Stato del Messico che affaccia sul Pacifico. Guzman ha introdotto negli Stati Uniti più droga di qualsiasi altro trafficante internazionale, tra cui oltre 500 tonnellate di cocaina, e ha sulla coscienza decine di morti ammazzati. A lungo protetto da politici e funzionari corrotti, venne arrestato due volte e due volte riuscì a fuggire in modo rocambolesco dalle prigioni messicane. L'ultimo arresto è del gennaio 2016 ed è stato effettuato dai corpi di elite della Marina militare del Messico, grazie - si dice - ai tracciati telefonici delle conversazioni negli ultimi mesi della latitanza con l'attore e regista, Sean Penn, per organizzare un intervista sulla sua vita. Alla cattura è seguita l'anno seguente l'estradizione negli Usa, che ora lo mettono a processo con l'unica tutela concordata dell'esclusione della pena di morte. Dopo due rinvii, il procedimento - che si annuncia monstre per la mole di documenti prodotti dall'accusa, che chiederà l'ergastolo - verrà aperto dal giudice federale Brian Cogan della corte di Brooklyn, in un palazzo di giustizia super blindato. I giurati, così come molti dei testimoni, hanno avuto la garanzia dell'anonimato. "El Chapo" è detenuto nell'ala di massima sicurezza del Metropolitan Correctional Center a Manhattan, conosciuto come "Guantanamo di New York". Il team di difesa vede la presenza anche di Jeffrey Lichtman, già avvocato del boss mafioso John Gotti, secondo il quale la figura di El Chapo è sopravvalutata: "Si è creato un personaggio mitico, cercando di far credere che sia l'unico spacciatore di droga al mondo". El Chapo, noto per la brutalità, ha mostrato una notevole capacità di 'innovazione' criminale sia sul fronte della commercializzazione di qualsiasi tipo di narcotico sia sui metodi di trasporto con aerei, treni, camion, mini-sommergibili, oltre a essere stato pioniere nella realizzazione di tunnel sotto il confine tra Messico e Usa. Il processo pone problemi di sicurezza e logistici significativi per la città di New York, compresi quelli legati al trasferimento quotidiano dell'imputato, con l'inevitabile chiusura al traffico del famoso ponte di Brooklyn. Un vero incubo per i pendolari che ogni giorno convergono su Manhattan, per cui gira voce che per i giorni di udienza sia stata allestita nelle viscere del tribunale una cella speciale.

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