Sì alla Tav: 30.000 in piazza a Torino. Per la Lega "va fatta"

. Cronaca

30-40.000 sono scesi in piazza a Torino per dire sì alla Tav, il tratto dell'Alta velocità Torino-Lione, che i grillini non vogliono e che la Lega invece preme perché sia fatta, così come Pd e Forza Italia. La manifestazione - "Siamo le energie positive della città" hanno detto gli organizzatori - si è svolta in una piazza Castello piena, senza bandiere politiche, e ha dato voce a lavoratori, imprenditori, sindacati e cittadini favorevoli ad una delle grandi opere più' contestate. La sindaca Appendino ha preso atto della manifestazione e delle critiche che le sono state rivolte, a lei e a tutta la giunta targata M5s, per il 'no' netto alla Tav ribadito anche recentemente con un odg del consiglio comunale. Ma la sindaca ha anche aggiunto di voler accogliere le critiche e di essere pronta a discuterne con gli organizzatori della manifestazione già dalla prossima settimana. In piazza esplicitamente a favore della Tav c'erano anche i parlamentari leghisti eletti in Piemonte. Salvini ha fatto capire che propende più per il sì ma l'argomento è delicato e rischia di innescare un'altra forte polemica con i grillini, alleati di governo ma in competizione con il Carroccio su diversi e importanti temi, ultimo la prescrizione. "Se c'è in corso un'analisi costi-benefici, aspettiamo che gente più competente di me dica se costa di più andare avanti o tornare indietro. In linea di principio, vale per la Pedemontana, per la Tav, il Terzo Valico. Io sono sempre convinto che un'opera cominciata è sempre meglio finirla. Però nel contratto c'è l'analisi e aspettiamo i risultati" ha detto il vice-premier. "È sempre bello quando c'è la gente che scende in piazza e si dedica alla comunità - ha poi aggiunto - Nel contratto di governo c'è scritto che si analizzano costi e benefici. Noi rispettiamo gli impegni presi. Sono convinto che l'Italia abbiamo bisogno di più opere, più ponti, più strade, più ferrovie, più aeroporti e non meno". Anche Di Maio ha fatto riferimento al contratto di governo, collante dell'alleanza gialloverde, e pur tifando per il 'no' ha rimandato a quell'analisi il futuro della Tav. Posizione esplicitata da Manlio Di Stefano, sottosegretario grillino agli Esteri: "E' fondamentale la democrazia così come la partecipazione, ma bisogna essere chiari e sinceri con i cittadini. Chi sostiene questo governo - ha commentato - deve ricordare ai torinesi che stiamo valutando costi-benefici dell'opera, così come scritto nel contratto. Se l'analisi ci dirà che fare l'opera è un sacrificio economico, e dunque comporterà un grosso debito per gli italiani, l'opera chiaramente non si farà".

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