Cesare Battisti catturato in Bolivia, ora tempi brevi per estradizione

. Cronaca

Estradizione. Cesare Battisti, l'ex terrorista condannato all'ergastolo per quattro omicidi, è stato catturato in Bolivia, dopo la recente fuga dal Brasile in seguito all'avvento a potere del neo presidente, Jair Bolsonaro. Un aereo speciale predisposto dal Viminale - riporta Repubblica.it - sarebbe già in volo vero La Paz, per riportare in Italia il fuggiasco. L'arresto da parte della polizia boliviana nella città di Santa Cruz, nel centro del paese andino e la più popolosa della Bolivia, è avvenuto sulla base delle indagini condotte dall'Interpol, dalla Polizia di Stato e dal servizio segreto estero italiano Aise. Battisti, 64 anni, militante dei Proletari Armati per il Comunismo, era evaso dal carcere di Frosinone nel 1981 ed è stato condannato in contumacia. Riparato in Messico, in Francia e poi in Brasile, è diventato un 'giallista' di discreto successo e ha sempre reclamato la propria innocenza per quanto riguarda gli omicidi per cui è stato condannato. In Francia beneficiò della cosiddetta dottrina Mitterrand, che assicurò asilo a molti militanti italiani degli anni di piombo, mentre in Brasile ottenne la protezione dell'ex presidente Lula. L'estradizione dal Brasile è sempre stato un tema caldo nei rapporti tra Roma e Brasilia negli ultimi anni, con continue richieste in tal senso da parte di tutti i governi italiani di ogni colore politico. In favore di Battisti si sono invece espressi nel corso del tempo molti intellettuali di calibro internazionale da Gabriel García Márquez a Bernard-Henri Lévy, da Daniel Pennac a Tahar Ben Jelloun. Il terrorista/scrittore era fuggito dal Brasile nel dicembre scorso, Bolsonaro aveva infatti promesso di "restituirlo" a Roma come "regalo" per il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. E il vicepremier dimostra via Twitter tutto il suo compiacimento: "È finita la pacchia", per "un assassino che per anni si è goduto una vita vigliaccamente tolta ad altri, coccolato dalle sinistre. Un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera". Che in realtà Battisti non abbia usufruito di coperture da parte dei governi di centrosinistra lo confermano le immediate prese di posizione degli ultimi due premier del Pd: "L'arresto di Cesare Battisti - afferma Matteo Renzi - è una bella notizia. Tutti gli italiani, senza alcuna distinzione di colore politico, desiderano che un assassino così sia riportato al più presto nel nostro paese per scontare la sua pena in un carcere italiano", gli fa eco Paolo Gentiloni: "Finalmente le vittime del terrorismo avranno giustizia". Il vicepremier grillino, Luigi Di Maio, non ha dubbi: "Dopo 25 anni possiamo finalmente dire: giustizia e' fatta. Cesare Battisti sconterà la sua pena in Italia". E di "risultato atteso da oltre quarant'anni" parla il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che aggiunge: Battisti espierà "le condanne all'ergastolo che i tribunali italiani gli hanno inflitto non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi".

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