"Francesco d'Arabia", il papa negli Emirati per un ponte con l'Islam

. Cronaca

Viaggio storico del Papa negli Emirati Arabi. Mai nessun successore di Pietro, in duemila anni, aveva messo piede nella penisola d'Arabia. Quella di Francesco d'Arabia" assume la connotazione di una missione interreligiosa, cioe' una sorta di ponte con l'Islam. Il Pontefice sara' ad Abu Dhabi, capitale del paese per tre giorni,  celebrerà il 5 febbraio una Mesa pubblica, davanti ad una folla prevista di centotrentacinquemila persone, tante ne può contenere lo Stadium di Abu Dhabi. In circa ottocentomila (la giornata sarà considerata come festiva) parteciperanno a vari appuntamenti, compreso il più rilevante, ovvero l'incontro con l'Imam al-Azhar, cui il mondo sunnita e tutto l'Islam guarda con grande rispetto ed ammirazione. Il Papa visiterà un paese che negli ultimi anni ha visto un'enorme crescita dell'immigrazione proveniente da paesi cattolici, innanzitutto India e Filippine. I cattolici vengono stimati in quasi un milione. Secondo alcuni osservatori internazionali, compresa Amnesty International, il rischio e' che la visita del Papa venga usata come una sorta di photo opportunity  per mostrare una tolleranza religiosa tutt'altro che reale. Critiche sono arrivate anche perché gli Emirati fanno parte della coalizione, dell'Arabia Saudita in Yemen, che combatte contro il movimento armato degli Houthi, attaccando indiscriminatamente i civili, bambini compresi  e provocando quella che l'Onu ha definito  "la peggiore crisi umanitaria provocata dall'Uomo". Ma la preoccupazione del Papa e' proprio la pace, che da sempre e' al centro dei suoi pensieri: "Fa' di me uno strumento della tua pace", e' ll motti tratto dalla preghiera attribuita a Francesco d'Assisi,ricordando anche gli 800 anni del suo incontro con il sultano Al-Malk Al-Kamil a Damietta in Egitto: Il viaggio punta a dare impulso al rapporto con l'Islam, in particolare quello dialoganti. La volontà e' quella di provare ad isolare i fondamentalisti, di promuovere il valore unificante delle religioni, pur nelle loro diversità, di aiutare quanti vogliono liberare l'Islam dalla violenza. "Che questa visita sia un passo importante nel dialogo tra musulmani e cristiani e contribuisca alla comprensione reciproca e alla e pacificazione del Medio Oriente", le parole del  vicario apostolico dell'Arabia meridionale, Paul Hinder e, che ben riassumono significato di questa storica tappa.

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