Facebook in tilt globale, il gruppo Zuckerberg esclude attacco informatico

. Cronaca

Tilt a livello mondiale per i social del gruppo Zuckerberg. Facebook, le app di messaggistica WhatsApp e Messenger e Instagram hanno avuto problemi dal pomeriggio di mercoledì 13 marzo su scala globale con malfunzionamenti che impediscono agli utenti l'accesso o di caricare contenuti. La multinazionale di Menlo Park ha escluso che la causa delle difficoltà derivi da un attacco informatico, del tipo conosciuto in termini tecnici come DDoS - Distributed Denial of Service. L'azienda in una dichiarazione rilasciata alla BBC precisa di stare lavorando al massimo per porre rimedio alla questione nel tempo più breve possibile. Gli utilizzatori dei servizi di rete sociale della famiglia di Facebook hanno segnalato le problematicità ai siti specializzati, a partire da downdetector.com. Secondo gli esperti si tratta dell'incidente informatico più grave nella storia di Facebook. In precedenza una interruzione di così vasta portata si era registrata nel 2008, ma allora il social aveva 150 milioni di utenti a fronte dei circa 2,3 miliardi di oggi. Ostacoli hanno interessato anche Facebook Workplace, il servizio utilizzato dalle aziende per comunicare internamente. Le difficoltà di Facebook hanno avuto immediata eco politica e mediatica a partire dagli Usa, dove specie sul fronte del Partito democratico sono presenti da tempo perplessità sul ruolo monopolistico delle grandi aziende tecnologiche, tanto da avviare un dibattito sul loro possibile 'break up' (letteralmente 'fare a pezzi') con misure di tipo legislativo. In prima fila la candidata dem alle prossime presidenziali Usa, la dinamica senatrice Massachusetts Elizabeth Warren, che ha dichiarato al New York Times: "Dobbiamo fermare questa generazione di grandi aziende tecnologiche che utilizzano il loro potere politico per modellare a loro favore le regole e utilizzano il loro potere economico per annullare o per comprare ogni potenziale concorrente". Molte anche le prese di posizione attraverso la rete di microblogging Twitter, dove vari utenti denunciano di aver previsto la possibilità di un  grave default di questo tipo e sui rischi di lasciare a un'azienda il monopolio delle reti sociali.

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