La sfida della 'Mare Jonio' a Salvini. Il ministro "Nessuno sbarco, conto anzi che li arrestino"

. Cronaca

"Dateci un porto sicuro". La risposta: "Nessuno sbarco, ora mi aspetto che li arrestino". E' in pieno svolgimento la 'sfida' tra la nave Ong italiana 'Mare Jonio' - che ieri ha salvato 49 migranti da un gommone in avaria al largo della Libia e ora chiede un porto sicuro all'Italia - e il vice-premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Una sfida sulla pelle di una cinquantina di disperati tra cui 12 minori che sta innescando anche una polemica politica con Pd e Leu a chiedere che i migranti vengano fatti sbarcare subito sollecitando il premier Conte ad intervenire in questo senso. La nave dell'operazione 'Mediterranea' è ora alla fonda ad un miglio e mezzo dall'isola di Lampedusa, circondata da tre motovedette della Guardia costiera. Il Viminale non ha concesso l'attracco e Salvini è partito all'attacco diquella che ha definito la "nave dei centri sociali" accusando l'equipaggio della Ong di voler effettuare una spericolata operazione politica. "Possono essere curati, vestiti, nutriti. Gli possiamo dare ogni genere di conforto ma n Italia con il mio permesso non mettono piede" La 'nave dei centri sociali', dice Salvini, perchè dalla Mare Jonio ha parlato, rivolgendosi alle autorità italiane, Luca Casarini, 52 anni, uno dei leader del movimento no-global italiano ed esponente di spicco dei centri sociali, già portavoce dei 'Dissidenti' e ora esponente di Sinistra italiana in Sicilia, tornato alla ribalta della cronaca con questa vicenda. Casarini ha detto che la nave ha effettuato il salvataggio dei migranti in difficoltà per obbedire al diritto del mare, alla Costituzione italiana e al senso di umanità. Niente che abbia smosso Salvini dal suo netto 'no'. E il fatto che stavolta la nave Ong batta bandiera italiana non fa che rendere più delicata la situazione, a poche ore dal voto dell'aula del Senato sull'autorizzazione a procedere contro il titolare del Viminale per il caso Diciotti. La tesi di Salvini è che questa "non è stata un'operazione di salvataggio" ma "un'opera di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", e molti fatti indicherebbero che c'è da "un'organizzazione che gestisce aiuta e supporta i traffico di esseri umani. Quanto a Luca Casarini il ministro dell'Interno invita a vedere i precedenti "del signore che era noto per essere leader dei centri sociali del nord est, con precedenti penali vari". A bordo, ha aggiunto Salvini "ci sono altri esponenti di sinistra e ultrasinistra, che stanno a mio parere commettendo un reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina perché hanno raccolto questi migranti in acque libiche" mentre "stava intervento una motovedetta libica, non hanno obbedito a nessuna indicazione, hanno autonomamente deciso di dirigere verso l'Italia per motivi evidentemente ed esclusivamente politici, non hanno osservato le indicazioni delle autorità, se ne sono fregati dell'alt della Guardia di finanza". Salvini successivamente ha reiterato maggiormente il suo attacco: "Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada". "Nessun pericolo di affondamento né rischio di vita per persone a bordo, nessun mare in tempesta" ha aggiunto sostenendo che "sono state ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire ed è stata presa la scelta di navigare verso l'Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c'è a bordo, ma soprattutto si è disobbedito alla richiesta di non entrare nelle acque italiane".

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