Terremoto in Campidoglio, arrestato il grillino De Vito. Di Maio, "fuori da M5s"

. Cronaca

Guai giudiziari con l'accusa di corruzione ed espulsione dal Movimento 5 Stelle, decisa direttamente dal capo politico, Luigi Di Maio. Nella bufera il grillino Marcello De Vito, presidente dell'assemblea capitolina, arrestato all'alba dai carabinieri, che hanno anche perquisito alcuni uffici in Campidoglio. L'indagine dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli è collegata alle attività dal costruttore Luca Parnasi, tra cui il progetto di costruzione dello stadio della Roma, come pure a quelle di altri big dell'edilizia nella capitale. Misure di custodia cautelare, nell'ambito dell'operazione denominata "Congiunzione astrale", sono state disposte nei confronti di altri tre indagati. De Vito è considerato l'alter ego della sindaca Virginia Raggi in Campidoglio ed è ritenuto vicino alle posizioni di Alessandro Di Battista e di Roberta Lombardi. È un pentastellato della prima ora e fu candidato a sindaco di Roma nel 2013, quando venne battuto da Ignazio Marino. Nelle inchieste giudiziarie che hanno riguardato la nomenklatura pentastellata di Campidoglio e dintorni, l'arresto di De Vito arriva dopo quello non meno clamoroso nei mesi scorsi di Luca Lanzalone, già presidente di Acea e superconsulente di Raggi. Durissima la presa di posizione di Di Maio: "Marcello De Vito è fuori dal MoVimento 5 Stelle. Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l'ho già comunicata ai probiviri. Quanto emerge in queste ore oltre a essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ognuno di noi, a ogni portavoce del MoVimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto. Non è una questione di garantismo o giustizialismo, è una questione di responsabilità politica e morale. De Vito non lo caccio io, lo caccia la nostra anima, lo cacciano i nostri principi morali, i nostri anticorpi. Ricordo che proprio grazie a un provvedimento del M5s, lo Spazzacorrotti, chi viene condannato per questi reati oggi va dritto in galera!". Più sfumato il tweet di Roberta Lombardi, capogruppo M5s in Consiglio regionale del Lazio: "Ripongo la massima fiducia nel lavoro della magistratura. L'onestà deve essere sempre la nostra stella polare", mentre pure Virginia Raggi batte la via dell'intransigenza: "Nessuno sconto. A Roma non c'è spazio per la corruzione. La notizia dell'arresto di Marcello De Vito è gravissima. Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Qui non c'è spazio per ambiguità, non c'è spazio per chi immagina di poter tornare al passato e contaminare il nostro lavoro. Avanti fino in fondo, senza se e senza ma, per la legalità".

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